Irpinia terra del Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo
La coltura della vite è stata da sempre una delle più diffuse arti e della verde Irpinia, tant’ è che, nel dar vita all’unità nazionale, ad Avellino fu istituita, per iniziativa di Francesco De Sanctis, una scuola di specializzazione per la viticoltura e l’enologia.
La vite è presente in 521 dei 551 comuni della Campania a dimostrazione che la coltivazione è molto legata al territorio regionale. In Campania la vite è coltivata per il 70% nella zona denominata “collina interna”, per il 17% in “montagna”, per il 9% in territori ricadenti nella “collina litoranea” e solo per il 4% nei territori di “pianura”. Le superfici vitate della collina interna e della montagna ricadono rispettivamente per il 78% e per 88% nei territori delle province di Benevento e Avellino, areali che trovano nelle loro caratteristiche orografiche un enorme vantaggio per la produzione di uva di altissima qualità. ( fonte “Guida alle aziende vitivinicole e vinicole della Campania” ). L’Irpinia, culla di produzioni vinicole di grande pregio, esprime attraverso le tre DOCG massima espressione enologica: il Taurasi, il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo. Sono circa 200 le aziende imbottigliatrici e migliaia i viticoltori che danno vita a circa 260.000 ettolitri di vino.
L’area del Fiano di Avellino è la più ampia tra le denominazioni irpine. L’areale comprende 26 comuni ubicati tra la Valle del Calore, la Valle del Sabato, le falde del Monte Partenio e le colline che guardano al Vallo di Lauro. Il Fiano può essere considerato vitigno irpino per eccellenza, presente da secoli in quest’areale. Per una ventina d’anni ha sofferto leggermente la maggiore notorietà del “cugino” Greco, ma negli ultimi tempi ha lentamente ripreso la propria importanza e sono sempre più numerosi gli appassionati ed amanti del vino di qualità che scoprono il suo inconfondibile e complesso bouquet che diventa, con l’età, piu’ ricco ed elegante. (per approfondire le proprie conoscenze sul Fiano è possibile leggere “Colori, odori ed enologia del Fiano” a cura di Luigi Moio).
L’area del Greco di Tufo è la più piccola tra le denominazioni irpine. Sono soltanto otto i comuni che ospitano vigneti di Greco a Docg e sono Altavilla, Prata Principato Ultra, Santa Paolina, Montefusco, Torrioni, Chianche, Petruro e naturalmente Tufo.
Il disciplinare del Taurasi individua un’area piuttosto ampia ed estesa che ricade principalmente nella Valle del Calore e abbraccia diciassette comuni, tra cui il paese di tremila abitanti che dà il nome alla denominazione. Unica Docg di tutto il centro-sud fino al 2003, il Taurasi deve essere prodotto con almeno l’85% di uve aglianico; per la restante parte possono concorrere altre varietà raccomandate o autorizzate in provincia, quasi sempre piedirosso, sciascinoso, sangiovese, mantonico. Prima della commercializzazione è necessaria una maturazione di tre anni , di cui almeno uno in botti di legno ( fonte Campania Stories).
Vinitaly, il più importante salone mondiale dedicato al vino e ai distillati con oltre 4.100 espositori presenti su una superficie di 100mila metri quadrati netti si conferma il punto di riferimento più dinamico e qualificato per la promozione commerciale e culturale di questi prodotti sui mercati globali. Per questo Vinitaly riesce ad attrarre a Verona ogni anno una media di oltre 140mila visitatori: di questi oltre 50mila sono operatori esteri provenienti da 120 Paesi.
La Campania si presenta quest’anno con due aree eventi di dimensione diverse. Una che ospiterà i produttori delle province di Napoli, Benevento, Caserta e Salerno e una adiacente di circa 1500 mq che ospiterà la provincia di Avellino.
Le esportazioni del vino irpino hanno registrato un forte incremento rispetto al 2012. Tale trend indica come le cantine irpine stiano adottando strategie per la commercializzazione all’estero dei vini di qualità, puntando con decisione ad aree ad alto potenziale sia nell’ambito dei cosidetti mercati maturi (Stati uniti, Giappone, Europa continetale) che dei paesi emergenti ( Cina, Europa dell’est, America del sud) anche grazie al sostegno che il sistema camerale nel suo insieme da anni assicura in modo sinergico, attraverso azioni di internazionalizzazione, promozione delle filiere e creazione di competenze specialistiche necessarie per fronteggiare una competizione sempre più spinta e complessa.
Le tre DOCG irpine saranno abbinate a specifiche pietanze. Le proposte saranno condotte da giornalisti del settore e curate da esponenti di massimo rilievo dell’enogastronomia italiana. I tre grandi esponenti del panorama gastronomico nazionale proporranno interessanti abbinamenti dei vini irpini con prodotti italiani di straordinaria qualità e appeal.
Il sistema camerale irpino ha anche dato vita ad una Guida alle Cantine 2014 “Vino Arte NatuRA” che vuole far conoscere al grande pubblico le eccellenze dell’Irpinia dai vini ai luoghi incantevoli e magici che questa terra offre.










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