Chi rema contro la mozzarella di bufala campana Dop?
l comparto bufalino, dopo un breve periodo di crisi dovuto a varie emergenze, sembra avviato a una stabile ripresa. Alla luce dell’ultimo censimento generale dell’agricoltura, emerge un andamento in netta controtendenza rispetto ai vari comparti del panorama zootecnico nazionale. Per comprendere questo fenomeno è necessario inquadrarlo nella cornice delle performance della filiera della mozzarella e degli altri formaggi prodotti con latte di bufala. Nel periodo 2000-2010 le aziende con allevamenti zootecnici si riducono del 41,3%, ma anche il comparto bovino è oggetto di una profonda ristrutturazione e presenta una contrazione nel numero di aziende. Dal 2011 assistiamo ad un costante processo di sviluppo dell’allevamento bufalino con un aumento delle aziende pari al +8,4% ed un aumento dei capi allevati. Il territorio nel quale si concentra l’attività di allevamento ricade nell’area definita dal disciplinare di produzione della mozzarella Dop, che comprende la Campania, il basso Lazio e le province di Foggia e Isernia. In questa area troviamo l’85% delle aziende ed il 92% dei capi, per la maggior parte bufale da latte. La Campania, in questo panorama zootecnico, gioca la parte del leone con le province di Caserta e Salerno che presentano il più alto tasso di allevamento con il 66% di aziende nel casertano ed il 30% delle aziende nel Salernitano. In queste aree si possono notare delle concentrazioni di imprese che fanno sistema unendo il comparto dell’allevamento con quello della trasformazione in prodotto. Nel casertano si distinguono due aree geografiche: Una è quella dell’agro aversano e l’altra è quella che si trova nel territorio del Matese. Nel salernitano l’area di produzione è concentrata nella piana del Sele. Per capire l’importanza di questa fetta dell’industria agricola meridionale basti pensare che il valore del prodotto lattiero caseario che ai cancelli dell’azienda agricola è pari a poco più di 5 miliardi di euro, cresce del 200% all’uscita dell’industria, raggiungendo la cifra di 15,6 miliardi di euro. Nel corso di tutti i passaggi lungo l’intera filiera, il valore della materia prima lievita di oltre il 345%, raggiungendo la cifra di 22,6 miliardi di euro.
Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, nato nel 1981, è l’unico organismo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per la tutela, la vigilanza, la valorizzazione e la promozione di questo straordinario formaggio del Centro-Sud Italia, apprezzato in tutto il mondo. Scopo del Consorzio è tutelare la produzione ed il commercio della Mozzarella di Bufala Campana, difendere la denominazione stessa in Italia ed all’estero, favorire il costante miglioramento dei mezzi di produzione della Mozzarella di Bufala Campana ed il conseguente miglioramento qualitativo della sua produzione, esercitare una costante vigilanza sulla produzione e sul commercio ed in particolare sull’uso corretto della sua denominazione di origine. La Mozzarella di Bufala Campana ha ottenuto nel 1996 la Denominazione di Origine Protetta, il prestigioso marchio europeo con cui vengono istituzionalmente riconosciute quelle caratteristiche organolettiche e merceologiche di questo formaggio, derivate prevalentemente dalle condizioni ambientali e dai metodi tradizionali di lavorazione esistenti nella specifica area di produzione. La Mozzarella di Bufala Campana rappresenta il più importante marchio Dop del centro-sud Italia, il quarto a livello nazionale per produzione ed il terzo tra i formaggi Dop italiani.
Il bufalo allevato in Italia è del tipo River, precedentemente definito “bufalo mediterraneo”. La razza mediterranea italiana si è definita grazie al lungo isolamento e alla mancanza d’incroci con bufale appartenenti allo stesso gruppo o a gruppi diversi di altre nazioni del mondo, che ha permesso la formazione di una razza morfologicamente e funzionalmente diversa. La razza è apprezzata per il latte generato dalle bufale, che è utilizzato per la produzione della mozzarella di bufala e altri formaggi come ricotta, scamorza, stracchino, burrata, tomino, oltre lo yogurt, nonché per la carne. Un animale longevo e forte, che non teme il caldo. Pesa in media 5 quintali, partorisce un solo figlio (rari i casi di parto gemellare) e ha un periodo di gestazione di circa 10 mesi, con una lattazione di 270 giorni. Foraggio, fieno, mangime o materie prime costituiscono la base della sua alimentazione.
In seguito alla serie di attacchi che hanno coinvolto il prodotto, il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP ha promosso una conferenza stampa per raccontare il proprio punto di vista su una realtà molto più complessa e variegata di quanto mostrato da alcuni media. L’iniziativa è in programma martedì prossimo 25 giugno a Roma nella sede dell’AICIG alle ore 12.00. in Via XX Settembre 98/g . Reportage a senso unico, strane leggi, attacchi ambigui. Cosa c’è dietro questa voglia di infangare uno dei prodotti più amati dagli italiani?
Interverranno:
Domenico Raimondo – Presidente Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP
Antonio Lucisano – Direttore Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP
Giuseppe Liberatore – Presidente AICIG
Emilio Gatto – Direttore generale della prevenzione e repressione frodi – Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Prof. Franco Valfrè – Amministratore organismo controllo DQA










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