Dall’assemblea dell’Alleanza dei cuochi e dei pizzaioli di Slow Food nasce una grande famiglia
Slow Food è una associazione internazionale non profit impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Slow Food lavora in tutto il mondo per tutelare la biodiversità, costruire relazioni tra produttori e consumatori, migliorare la consapevolezza sul sistema che regola la produzione alimentare.
Dopo aver catalogato le prime centinaia di prodotti a rischio di estinzione, Slow Food ha fatto un passo ulteriore, entrando nel mondo della produzione, per conoscere i territori, incontrare i produttori, promuovere i loro prodotti, il loro lavoro, i loro saperi. Nascono così i Presìdi Slow Food che sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta. Oggi, oltre 450 Presìdi Slow Food coinvolgono più di 13.000 produttori.
Nel 2009, Slow Food Italia presenta un nuovo progetto per valorizzare prodotti e produttori: Nasce l’Alleanza tra cuochi e Presidi. Con l’Alleanza i cuochi italiani si impegnano a dare spazio ai prodotti tutelati da Slow Food nei loro menu, diventando a tutti gli effetti ambasciatori del Buono, Pulito e Giusto.
Mercoledì scorso a Napoli presso la sede di Eccellenze Campane si è svolta la prima Assemblea regionale dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata. L’appuntamento, coordinato da Rita Abagnale responsabile regionale del progetto, ha visto anche la partecipazione di alcuni produttori dei Presìdi Slow Food di Campania e Basilicata.
L’incontro si è svolto in vista della II Assemblea Nazionale del Progetto Alleanza che si terrà lunedì 4 Aprile a Scandicci (Fi) presso il Castello dell’Acciaiolo.
«Obiettivo di questa prima Assemblea regionale – ha spiegato Rita Abagnale – è rinsaldare i rapporti tra i cuochi e i pizzaioli dell’Alleanza presenti in Campania e Basilicata e, nel contempo, analizzare le criticità del progetto per superarle e migliorare così il lavoro della rete dei ristoratori e dei pizzaioli “alleati” di Slow Food».
L’Alleanza conta 46 cuochi e 21 pizzaioli campani e 2 cuochi lucani. Attualmente Napoli è presente con 17 cuochi e 12 pizzaioli, Salerno con 11 cuochi e 6 pizzaioli, Benevento con 5 cuochi, Caserta con 3 cuochi e 2 pizzaioli ed Avellino con 10 cuochi e 1 pizzaiolo. Nel corso degli ultimi due anni la partecipazione all’alleanza è raddoppiata e oggi cuochi e pizzaioli stanno aderendo all’iniziativa guidati anche dall’entusiasmo che ha generato la recente edizione di Leguminosa che ha visto in piazza Dante a Napoli circa 40000 persone affollare i banchi dei produttori.
Nel corso dell’incontro cuochi e rappresentanti dei Presidi si sono confrontati sui problemi che si sono incontrati in questi due anni. Numerosi gli interventi di cui riportiamo alcuni stralci.
Paolo Gramaglia Chef del ristorante Presidente di Pompei è intervenuto con grande entusiasmo incitando i suoi colleghi a fare di più – “Nel corso di questi due anni – ha raccontato Gramaglia – abbiamo imparato che camminando da soli non andiamo molto lontano ma uniti abbiamo già vinto. Il progetto dell’Alleanza è vincente ma dobbiamo capire bene quali passi fare dora in avanti poiché siamo bravi nel fare ma Slow Food ci deve aiutare a diventare bravi nel raccontare al consumatore il valore e la qualità del prodotto che sta mangiando”.
Enzo Coccia maestro pizzaiolo da tre generazioni e patron della pizzeria La Notizia è intervenuto con la sua riflessione sull’onesta e la fiducia tra trasformatori e produttori.
“Voglio oggi soffermarmi – ha detto Coccia – sul concetto di fiducia che il Presidente Orefice ha sottolineato nel suo saluto. E’ bello oggi vedere tante persone riunite qui che devono necessariamente dire grazie ai Presidi e ai produttori. Il problema grosso che colpisce oggi il cibo è quello legato alle mode. Molti pizzaioli e cuochi mettono in gran mostra barattoli ci prodotti dei Presidi, sinonimo di qualità e sicurezza ma in realtà producono i loro piatti con materiale di altra provenienza. Nel lontano 2006, in un incontro tenutosi a Terra Madre, 1000 cuochi si confrontarono su diversi aspetti di quella che poteva essere l’inizio dell’Alleanza. Da quell’incontro venne fuori che il cuoco è il primo messaggero del prodotto con il cliente consumatore. Quest’alleanza è in cammino ed il prodotto sano, pulito e giusto è il valore aggiunto che spinge questo cammino. Come rappresentanti del mondo dei pizzaioli campani siamo ancora molto pochi, dobbiamo fare di più per coinvolgere i nostri colleghi e strapparli alle logiche delle mode”.
Mimmo De Gregorio del Lo Stuzzichino è intervenuto portando la sua testimonianza. “ Oggi abbiamo creato una grande rete – ha raccontato Mimmo nel suo intervento – questa è per me una grande famiglia che ha segnato molto la mia storia. Il nostro compito è quello di raccontare bene questi prodotti, farne conoscere la storia ai consumatori nostri clienti e sostenere questa grande famiglia anche economicamente aderendo all’associazione. I produttori sono la nostra forza e dobbiamo ringraziare loro se abbiamo la possibilità di esprimerci nei nostri piatti con prodotti di grande qualità”
Dall’intervento dei rappresentanti delle Condotte e dei Presidi è emerso che produttori e cuochi dovrebbero incontrarsi per uno scambio reciproco di conoscenze con esperienze in campo e a tavola. I cuochi sono espressione della propria terra ed è quindi importante che possano formarsi sui prodotti del paniere che vanno ad utilizzare.










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