Tornano alla ribalta i furbetti della mozzarella
In controtendenza alla fase di recessione dell’economia italiana vola il business dell’agromafia che con un aumento del 10 per cento in un anno raggiunge i 15,4 miliardi di euro nel 2014. Questa economia sommersa arricchisce alcuni furbi e distrugge il nostro Paese.
E di alcune ore fa la notizia che un caseificio che produceva mozzarelle senza approvvigionarsi di latte è stato sequestrato a Serre dai carabinieri dei Nas di Salerno in un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica. Nel caseificio i militari hanno trovato ingenti quantitativi di cagliata proveniente dall’est Europa e vari tipi di prodotti caseari provenienti da altri caseifici e dalla grande distribuzione alimentare. Secondo gli investigatori nel caseificio si produceva mozzarella mescolando alla cagliata i latticini ritirati dal mercato, aggiungendo prodotti chimici (come acido citrico e ipoclorito di sodio) per rendere le mozzarelle artificiosamente più gustose.
Oltre ad un danno economico è evidente che questi casi di alterazione alimentare portano un danno d’immagine incalcolabile per i prodotti agroalimentari del nostro Paese. Produzione, distribuzione, vendita sono sempre più penetrate e condizionate dal potere criminale che si insinua sempre di più nel tessuto agricolo e trova terreno fertile specialmente nel Mezzogiorno costretto ad aggiungere alla tradizionale povertà gli effetti di una crisi economica pesante e profonda.
In un momento in cui l’attenzione dei nostri amministratori politici è catturata dallo scontro per le candidature regionali, la lotta alla contraffazione alimentare resta nelle mani dei consumatori e delle associazioni di categoria.










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