Nusco dove l´Irpinia sembra la Svizzera
Di etimo incerto, Nusco è stata probabilmente un fortilizio.La montagna scende in contrafforti e declivi su Nusco, adagiata a 914 m. sullo spartiacque appenninico delle valli dell´Ofanto e del Calore, nel cuore dell´Irpinia e nell´antico ricordo del lupo. Del nucleo originario (XI secolo) restano tracce nella cripta romanica, che sotto le sue volte a crociera custodisce le ossa di Amato. L´interno si presenta a tre navate con cappelle laterali ed è databile XIII-XVI sec. Pregevoli risultano il presbiterio e il coro, sopraelevati, alcuni affreschi settecenteschi nella volta del coro, il pulpito ligneo del Seicento, il tesoro di Amato. Gli affreschi recentemente scoperti nella cripta raffigurano la Natività e risalgono al 1500 circa. Coperte da smalto grigio sono tornate alla luce anche le decorazioni barocche della cattedra del vescovo e della balaustra del coro. I grossi massi di pietra dell´imponente facciata, con la torre dell´orologio e il campanile, esigono che la Cattedrale sia ammirata da diverse angolazioni, non potendo essere compresa in un unico sguardo.
Alla piazza della Cattedrale, che ospita anche il Seminario vescovile edificato nel 1760, si accede con un percorso che parte dall´antica Porta Superiore, sormontata dai pochi ruderi del castello longobardo, e si snoda attraverso tre vie (tutte confluenti nella piazza) che costituiscono il tracciato dell´abitato medievale: via Landone, via Scarpitti, via Trinità.
Passeggiando nel centro storico, è facile imbattersi in portali in pietra, stemmi nobiliari, balconi in ferro battuto, edicole votive, logge, androni con cisterne, archi, volte, piazzette, gradinate e vicoli acciottolati. Si tratta di un assetto architettonico che, nella sua semplicità come nei suoi momenti di enfasi, sembra vigilare affinché la memoria storica non si consumi del tutto in queste contrade.
Eccellente è la produzione di salumi e insaccati ottenuti da carne suina.
Anche la produzione di soppressata e salsicce si basa su tradizionali lavorazioni artigiane.
Presso gli agricoltori del luogo è possibile reperire prelibati legumi (fave, ceci, fagioli) utilizzati in cucina sia come piatto unico sia come accompagnamento a piatti di pasta fatta a mano.
I primi piatti sono a base di pasta fatta in casa, condita con sugo di agnello o ragù o accompagnata da legumi.
Da ricordare, per la speciale lavorazione, gli gnocchi (cicalucculi), le tagliatelle (lagane) e i ravioli, per i quali si utilizza una speciale ricotta prodotta in luogo.
Gli gnocchi sono rigorosamente preparati a mano con farina di grano e conditi con ragù e formaggio pecorino.










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