Nuova Pac, sostegno ridotto per gli agricoltori
La nuova Politica agricola comunitaria, Pac, fa i conti con le restrizioni finanziarie che hanno colpito il settore agricolo ripercuotendosi sugli aiuti comunitari 2014-2020. Il sostegno finanziario dal gennaio prossimo andrà solo a chi di agricoltura vive, ai produttori il cui reddito deriva dal lavoro dei campi e nelle stalle. Le risorse comunitarie sono passate da 417, 26 miliardi a 393,97 per il prossimo settennato da spalmare su 28 paesi europei. l’Italia fondamentalmente non ha perso molte risorse ma dopo un primo anno stabile vedrà le risorse diminuire progressivamente.
Ma il tassello più importante di tutta la politica agricola è la definizione di “agricoltore attivo” unico soggetto che potrà disporre dei fondi UE. Perciò mentre presso il Ministero delle politiche agricole e nelle sedi delle Regioni si discute animatamente intorno ai tanti aspetti della vicenda fuori dalle stanze istituzionali le organizzazioni di categoria sono scese in guerra. In gioco ci sono molti euro e la definizione di Agricoltore Attivo rischia di escludere soggetti aventi diritto o di includere personaggi ibridi che di diritto all’acceso ai fondi europei ne hanno ben poco.
La discussione sembra essersi incentrata su redditi ed attività agricole secondarie, parametri molto difficili da definire. In questo momento lo scontro è su due tesi: o si limita la qualificazione di Agricoltore Attivo ai soli iscritti all’Inps, oppure si allargano i cordoni della borsa agli iscritti alla Camera di Commercio.
Sicuramente la visione europea sull’agricoltore attivo è ben lontana dai nostri standard e una definizione comunitaria avrebbe certamente semplificato le cose e calmato gli animi.










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