Napoletana, classica o gourmet? Torna pizza formamentis
Dopo il successo della prima edizione di Pizza Formamentis, torna l’appuntamento con il consessus internazionale interamente dedicato alla pizza napoletana che – dopo aver approfondito il tema della cottura – quest’anno si interrogherà sul tema: “Napoletana, classica o gourmet. Quale futuro per la pizza di qualità?”.
Anche quest’anno storici, antropologi, professori universitari, giornalisti, comunicatori, esperti, rappresentanti delle associazioni e alcuni dei migliori maestri pizzaioli si sono incontrati per un libero confronto riflettendo sul prodotto e sulle sue varie declinazioni andando poi a concentrarsi sulle farine.
Quali sono le prospettive per la pizza napoletana e per la sua corretta e massima valorizzazione?
Che tipo di contributo possono dare le associazioni di categoria?
Quali sono le novità introdotte dalla presenza di numerosi e promettenti giovani pizzaioli?
Questi gli input che hanno dato vita alla prima sessione di lavori che ha visto incontrarsi per la prima volta l’Assessorato regionale alla Formazione e alle Pari opportunità con il presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e il presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana. Cosa che ha sottolineato, ancora una volta, la mancanza di dialogo tra gli attori di una parte del tessuto imprenditoriale campano e le istituzioni.
La discussione si è allargata poi alla materia prima per eccellenza tra opinioni e pareri contrapposti in un momento in cui il dibattito è particolarmente acceso.
Quali sono le migliori farine?
Quale è il miglior impiego a seconda delle esigenze?
In che modo è possibile valorizzare al meglio le diverse varietà di farine?
È il momento di aggiornare il disciplinare europeo in materia?
Su questi argomenti si sono confrontati i rappresentanti di Molino Caputo, Molino Quaglia, e Agugiaro e Figna con l’aiuto di Paolo Marchi, Luciano Pignataro e Antonio Puzzi. Si è parlato della filiera del grano, della sua provenienza, dell’insufficiente produzione italiana e della necessità di importare materia prima per rispondere alla domanda di prodotti richiesti sul nostro territorio. Ci si è soffermati molto sulla capacità di valorizzare al meglio le diverse varietà di farine, capacità che si acquisisce solo con una attenta formazione.










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