Mozzarella DOP, il pregiudizio sui produttori
La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della Legge 205/2008 da parte del ministero delle Politiche agricole rappresenta obiettivamente un colpo mortale per la Mozzarella di Bufala Campana DOP e per l’intera filiera bufalina. Bisogna premettere che la mozzarella Dop è consumata principalmente in primavera-estate, mentre la produzione di latte bufalino è per natura concentrata nel periodo autunno-inverno. Questo squilibrio tra domanda e offerta determina il naturale esubero di latte non trasformabile nelle 60 ore previste dal disciplinare e quindi il suo declassamento. Da qui la necessità di destinarlo alla produzione di una mozzarella non Dop, sempre di latte di bufala. La norma impone, a partire dall’1 luglio prossimo, di produrre mozzarella Dop in stabilimenti esclusivamente dedicati a tale produzione, vietando la contemporanea realizzazione di qualsiasi altro prodotto, compresa la ricotta, notoriamente ricavata proprio dalla lavorazione della mozzarella. Una legge fatta ad hoc solo per la mozzarella di bufala campana e che è il frutto dell’onda lunga di una politica ministeriale miope e punitiva nei confronti del nostro prodotto, avviata durante la gestione del leghista Zaia nel 2008. La conseguenza praticamente matematica è che molte aziende si vedranno costrette alla scelta di abbandonare la Dop per dedicarsi alla produzione di formaggi non certificati, prodotti con latte bufalino anche di altra provenienza e di costo molto minoreQuale azienda potrebbe decidere di raddoppiare, in un momento digenerale difficoltà economica, realizzando un secondo caseificio, per poter continuare a produrre ricotta e altri formaggi? Chi non preferirebbe, al contrario, proseguire a produrre l’attuale gamma di prodotti, rinunciando solo alla Dop? Proprio in vista di questa scadenza, il consorzio di tutela aveva approvato a stragrande maggioranza a gennaio 2012 una bozza di modifica del disciplinare che imponeva alle aziende inserite nel sistema di certificazione della Dop il vincolo di non utilizzare latte di bufala di provenienza diversa
dall’area Dop (per qualunque prodotto da realizzare) né semilavorati di alcun tipo. Così si poneva l’obiettivo di risolvere alla radice il problema di semplificare e rendere più trasparenti i controlli sulla tracciabilità della
filiera, rendendo di fatto superata l’esigenza di dare applicazione alla norma in questione. Purtroppo, la mancata presa di posizione della Regione Campania a favore di questa modifica, conseguente all’atteggiamento sfavorevole di alcune sigle sindacali di categoria, ha bloccato tutto e ha portato a questa
fase di grande difficoltà. Noi lavoreremo fino all’ultimo giorno utile alla ricerca di una soluzione, che è anche a portata di mano e consiste nell’approvare subito le modifiche al disciplinare. L’auspicio è che le istituzioni impediscano di celebrare il funerale del più importante prodotto a marchio Dop del Centro Sud Italia.
DOMENICO RAIMONDO
Presidente del Consorzio Tutela Mozzarella di bufala campana Dop










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