Lotta alla contraffazione, diversi organismi scendono in campo
Il 22 maggio si è svolto a Roma il meeting internazionale sulla lotta alla contraffazione alimentare. L’Italia è il paese che vanta il maggior numero di prodotti certificati ma è anche quello che viene colpito di più dalle frodi alimentari delle mafie e dai concorrenti sleali. I controlli e le indagini nel settore delle frodi alimentari sono effettuati da Organi dipendenti da diversi Dicasteri quali il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Ministero della Salute , il Ministero dell’Economia ed anche dalle Regioni, Province autonome e Comuni.
In particolare, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali svolge la propria azione in materia attraverso l’Ispettorato Centrale per il controllo della qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (I.C.Q.), la Direzione generale sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore, la Direzione generale per la pesca marittima e l’acquacoltura, che si avvale delle Capitanerie di porto, il Corpo forestale dello Stato che si avvale della Divisione 2^ dell’Ispettorato generale e del Nucleo Agroalimentare e Forestale (N.A.F.) e attraverso il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari che si avvale del N.A.C. (Nucleo Antifrode Comunitarie).
Il Ministero della Salute concorre alla prevenzione e repressione dei reati nel settore agroalimentare, attraverso il Dipartimento degli alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, l’Istituto Superiore di Sanità, gli Uffici periferici di sanità marittima ed aerea ed uffici di confine terrestre, i Posti di ispezione frontaliera (P.I.F), gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (U.V.A.C.), il Comando Carabinieri per la Sanità che si avvale del Nucleo Anti Sofisticazioni (N.A.S).
Il Ministero dell’Economia e della Finanze esercita la sua azione di controllo attraverso l’Agenzia delle dogane e la Guardia di Finanza che opera con un apposito gruppo il Nucleo Speciale Repressione Frodi Comunitarie che ha competenza a mantenere i rapporti con l’Organismo comunitario (O.L.A.F.) deputato a coordinare l’ azione di tutela degli interessi finanziari della Comunità.
Nel 2012 dai controlli effettuati in tutto il Paese sono emerse numerose irregolarità e nel Sud la Campania ha prodotto contestazioni con sanzioni pari a 614.571 euro. In Italia, solo nel comparto ortofrutta, vengono importati oltre 3 miliardi di chilogrammi di prodotti delle più svariate provenienze che, però, molto spesso perdono la loro identità, la loro origine. Sono prodotti che possiamo definire “clandestini” non perché siano importati illegalmente, ma perché sempre più raramente viene esplicitata al dettaglio la loro provenienza che diventa, ovviamente, tutta italiana.
Un totale di 30 mila prodotti agroalimentari contraffatti sequestrati nel 2012, 100 persone arrestate e 930 controlli effettuati. Sono questi i risultati ottenuti in ambito internazionale dalle operazioni della rete Opson, promossa dal Corpo forestale dello Stato, nell’ambito dell’Interpol, per la prevenzione e la repressione della contraffazione dei prodotti agroalimentari. Solo in Italia, secondo le stime del Corpo forestale, i pirati agroalimentari ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro con cibo contraffatto e spacciato nel mondo come Italian sounding. Il giro d’affari dell’agromafia viene calcolato dall’Eurispes in 12,5 miliardi di euro, un valore che corrisponde al 5,6% del giro d’affari presunto della totalità delle mafie.
Dopo i numerosi scandali alimentari che hanno colpito il nostro mercato e messo a dura prova la fiducia dei consumatori, la tracciabilità, la certificazione della qualità e la corretta etichettatura rappresentano le armi migliori per il consumatore. La sicurezza alimentare però non è solo tutela dei consumatori. Tra le varie sfaccettature vi è quella legata all’uso improprio di marchi e denominazioni di origine. A rischio, in questi casi, non vi è la salute pubblica ma quelle delle imprese. Si tratta di concorrenza sleale che danneggia il tessuto produttivo sano e vitale, rubando fatturato e valore aggiunto.
Con un aumento record del 9 per cento nell’ultimo anno ci sono oltre sei famiglie italiane su dieci che hanno tagliato quantità e qualità degli alimenti privilegiando nell’acquisto prodotti offerti spesso a prezzi troppo bassi per essere sinceri, che rischiano di avere un impatto sulla salute. Anche questo fenomeno fa aumentare la contraffazione alimentare in un Paese che vanta la produzione del 22% del mercato europeo agroalimentare.










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