L’Italia agricola controlla i suoi prodotti
L’Italia conquista il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite che sono risultati peraltro inferiori di cinque volte a quelli della media europea. E’ quanto è emerso da una elaborazione della Coldiretti sulle analisi condotte dall’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, su oltre 77mila campioni di 582 alimentari differenti ed appena pubblicate nel Rapporto annuale sui residui di pesticidi negli alimenti.
Pietro Salcuni, presidente Coldiretti Pugliese, è da poco stato nominato presidente dell’Associazione Italiana Allevatori. Prima di lui soltanto settentrionali erano stati nominati alla guida dell’Aia.
<<Tra nord e sud le differenze essenzialmente sono nella grandezza delle stalle, quelle del nord hanno dai 100 ai 500 capi. Per quanto riguarda le attrezzature impiegate le cose invece sono uguali da entrambe le parti. Il settore alimentare del latte ha risentito del cambio di 4 ministri in 3 anni, a cui si aggiunge l’aumento dei costi di produzione. I governi passati non hanno mostrato molta attenzione per l’agricoltura che rappresenta una parte importante del nostro Pil e che ha risentito meno della crisi rispetto all’industria. L’Aia svolge un ruolo tecnico e non politico, l’organizzazione si occupa del controllo della qualità del bestiame e della produzione per garantire il prodotto italiano, ma non ha grandi poteri nelle dispute europee. Le nostre aziende e quelle francesi sono le uniche che lavorano per la tracciabilità degli animali allevati e per la qualità del prodotto mentre nelle altre nazioni le cose sono molto diverse. Questo porta a disastri come quelli della carne di cavallo>>.










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