Lettera aperta di Ernesto Maria Buondonno Presidente della Federazione Nazionale di Confagricoltura Allevamenti Bufalini al fine di far emergere ed affrontare i problemi del settore.
La Confagricoltura ha da anni chiaro quello che deve essere uno scenario di sviluppo della filiera e già nel lontano 2009 invocava, in audizione presso la Camera dei Deputati, la necessità di una corretta tracciabilità del latte di bufala al fine di evitare le speculazioni nella trasformazione del prodotto.Va riconosciuto che il costante lavoro di informazione finora da noi svolto abbia permesso che le diverse amministrazioni focalizzassero perfettamente non solo le problematiche, ma individuassero anche le possibili soluzioni, mettendo in atto una precisa svolta, proprio come da noi da tempo sollecitato.
Infatti la Commissione Agricoltura prima e il Comitato di Garanzia poi individuavano e predisponevano tutti gli strumenti normativi per poter fornire una nuova impostazione alla filiera (arrivando di fatto a commissariare il Consorzio di tutela: un evento gravissimo)
In primo luogo era necessario consentire un corretto funzionamento del Consorzio, con la partecipazione attiva di tutti i veri attori della filiera, allevatori e trasformatori. Inoltre, impostare e realizzare un vero e serio piano dei controlli basato su una tracciabilità di tutto il latte di bufala e di tutte le altre fasi, sia del ciclo di trasporto, sia della trasformazione.
Il tempo ci ha dimostrato che avevamo ragione a lamentare la presenza di vere e proprie frodi nella trasformazione della Mozzarella di bufala, ma anche di quella Dop, con l’uso fraudolento di derivati del latte anche di dubbia provenienza.Ora è indispensabile che tutto questo importante e determinante lavoro fatto non vada perso! Oltre l’impegno quotidiano e senza compromessi delle Organizzazioni di categoria, è necessaria più che mai un’adesione quanto più ampia e convinta di tutti gli operatori, al fine di raccogliere i preziosi frutti che deriveranno da una nuova impostazione della filiera.
E’ oggi importante impegnarsi su due obbiettivi principali:
1. un efficace funzionamento del Consorzio, in modo da renderlo all’altezza del compito che riveste, rappresentando e tutelando un prodotto ed un comparto così strategici
2. la realizzazione della tracciabilità del latte dalla stalla al consumatore per garantire i nostri interessi e la qualità del prodotto finale.
Come è noto la legge prevede una tracciabilità che il Mipaaf ha ritenuto di dover regolamentare con dei decreti ministeriali, ma tale tracciabilità è carente in quanto si ferma sul cancello dell’azienda produttrice di latte, senza svolgere il tanto atteso controllo sulla destinazione del latte e sul suo corretto uso anche per la produzione della mozzarella di bufala Campana Dop.
La Regione Campania, l’Assessorato e soprattutto l’assessore on. Daniela Nugnes hanno compreso la necessità di rilevare tutti i passaggi che il latte subisce prima di essere trasformato e di dover monitorare anche la fase di trasformazione.Forte della leadership del comparto per la presenza sul territorio campano del maggior numero di capi allevati e di trasformatori, la Regione Campania si è candidata a gestire con un proprio Portale Internet sia la tracciabilità prevista dalla legge, sia una volontaria che possa essere di maggiore garanzia, al fine di rendere noti le potenzialità, ma anche i problemi da affrontare.Ora tocca a noi.E’ necessario aderire con convinzione all’iniziativa regionale e invitare a farlo ai nostri caseifici acquirenti per far emergere chi non vuole trasparenza nel settore
A tutti è noto che inizialmente da sola, Confagricoltura, si è battuta contro le modifiche del disciplinare Dop, modifiche che avrebbero di fatto azzerato le motivazioni per cui è stato riconosciuto il marchio stesso. Pensare di ricavare mozzarella Dop dalla cagliata congelata è quanto di peggio si possa pensare per danneggiare gli allevatori, il prodotto e i consumatori, ma anche ritenere che debba essere utilizzato latte congelato per la produzione del Dop è altrettanto inconcepibile.
Noi continueremo a difendere il prodotto tipico e tradizionale perché è il vero motore di tutto il comparto. La crescita di un Dop di qualità assicura visibilità e spazio anche alle produzioni di area non tradizionale, che effettuino la stessa scelta basata su due concetti:qualità e trasparenza.Alla luce di tutto ciò nei prossimi giorni saremo chiamati a fornire i dati per la tracciabilità alla Regione Campania e sarà nostro interesse farlo con convinzione e come detto sollecitando l’adesione degli altri allevatori e dei trasformatori di tutta l’Italia.Ringrazio tutti quelli che hanno creduto nel progetto.
Il Presidente della FNP allevamenti Bufalini
Ernesto Maria Buondonno










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