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La terra di MAURA e la pietra bianca di Candida

vende25-04 fianoIl Fiano può essere considerato vitigno irpino per eccellenza, presente da secoli in quest’areale. Le origini del vitigno sono ancora oggi controverse. Una prima possibile origine è legata al popolo degli Apuani, antichi liguri, che vennero deportati in Campania dopo essere stati sconfitti dai romani. Gli apuani portarono con loro un vitigno Apuano trasformato con il tempo in Afiano e Fiano. Dalla Storia Naturale di Plinio si apprende che le api erano molto ghiotte di quelle uve da cui il nome apis da cui successivamente il nome Fiano. Questo vitigno, secondo Plinio, sarebbe stato portato in Italia dai coloni greci. Il Fiano predilige le terre sciolte e profonde di origine vulcanica, a tessitura grossa, ma offre buoni risultati anche se allevato in terreni argillosi e a tessitura fine.  Ha raggiunto un grande livello di adattamento in irpinia dove viene allevato tra i 400 e 700 metri.

Candida, antico borgo della provincia di Avellino, è situato a 600 metri di altitudine. In un terreno argilloso calcareo, le viti beneficiano di notti fresche e estati miti, ben tollerando la neve invernale. Il sottosuolo in primavera restituisce alle radici calore e umidità favorendo così la mineralità e l’alimentazione idrica alle viti. In inverno viene effettuata un importante potatura al fine di limitare la quantità di grappoli della vite a beneficio della qualità. In estate sfogliatura e potatura verde permettono di areare i grappoli garantendone la perfetta esposizione al sole.

In un unico sito, un’unica vigna per un’unica tipologia di uva, dando vita ad un prodotto unico. Scelta coraggiosa quella di Maura Sarno, coltivare in un unico sito un vigneto solo di fiano, che per lei significa autentica espressione del territorio.

tenutasarno3La vendemmia avviene in piena maturità tecnologica, fenolica e aromatica verso la metà di ottobre ed è effettuata rigorosamente a mano, per evitare ai grappoli ogni tipo di stress. Segue nell’immediato l’ammostamento delle uve con una pressa pneumatica a gabbia chiusa. La pressatura soffice consente l’ottenimento di un mosto ricco di aromi varietali. L’affinamento di circa 6 mesi su fecce fini contribuisce alla complessità ed alla mineralità, rendendo il finale molto persistente.

La sede legale di Tenuta Sarno 1860 è museo privato in Avellino immerso in uno splendido parco storico. Situata su una collina di memoria borbonica vi si arriva lungo un viale con alberi secolari che conducono alla splendida villa del ‘900 incastonata in una prospettiva solenne ed incantata. La magia degli spazi circostanti la dimora, le statue, la piccola cappella di famiglia, gli antichi reperti che adornano il parco, fanno della Villa Sarno un vero e proprio museo delle memorie. Arrivando si avverte con immediatezza il rispetto per la natura e per l’arte, ciò che traspare in egual maniera dalla filosofia aziendale. La Tenuta Sarno resta in Candida (AV).

Un vigneto all’avanguardia, impiantato secondo le più moderne tecniche colturali, con una grossa densità di ceppi per ettaro, capace di dare una qualità di uve di grande pregio, a discapito della quantità. Vitigno e portainnesto, densità d’impianto, sistema di allevamento, potatura e periodo della vendemmia sono scelte fondamentali capaci di condizionare fortemente il risultato finale. La filosofia aziendale e la sobrietà progettuale sono fondate sulla trasparenza: concentrarsi su un solo vino, coltivando un unico sito che caratterizza una zona, Candida, per dare vita ad un prodotto unico, inconfondibile, con la sua identità territoriale e le sue caratteristiche organolettiche. Autentica e “onesta” espressione del territorio.

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