La Pera Signora della Val Sinni, biodiversità da proteggere
La presenza della coltivazione delle pere nel contesto agricolo del Metapontino è attestato almeno dal Settecento e riportato anche nella Statistica Murattiana che prende in esame le produzioni presenti in epoca ottocentesca.
Le pere facevano parte del paesaggio tipico di questa zona collinare: ai margini dei campi di cereali i pastori erano soliti innestare i perastri selvatici con alcuni ecotipi di pere che venivano poi utilizzate alla raccolta per alimentazione delle loro famiglie e degli animali.
La pera però più interessante e diffusa nella zona della Val Sinni era la Signora o Signura, delicata nel profumo e nella consistenza, da mangiare al momento della raccolta oppure ottima per la trasformazione in sciroppati, marmellate ed essiccata.
Una pera piccola, di peso variabile da 35 a 60 grammi, di colore giallo alla raccolta e screziature rosso intenso che si sviluppano sull’epidermide con la sovramaturazione, polpa bianca, molto profumata a maturazione.
Nell’ambito della manifestazione culturale “ESTATE D’ ISABELLA” – XXVI Edizione, il 2 settembre in Piazza Accannata in Valsinni sarà proposto un momento di confronto sulla “TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITA’ DELLA VALLE DEL SINNI: CIBI IDENTITARI PER LE COMUNITA’ LOCALI E PER LA FILIERA TURISTICA DI ECCELLENZA”. Il Convegno, vuole essere un momento di approfondimento e di confronto sulla tutela e valorizzazione della Biodiversità della Valle del Sinni, con particolare attenzione alle produzioni di particolare interesse storico-culturale, capaci di sviluppare micro-filiere innovative ed originali al servizio delle comunità locali e della filiera turistica di eccellenza.










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