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Imu agricola rinviata a gennaio, Moncalvo: “Un primo passo necessario”

DSCF5470“Un primo passo necessario per evitare la scadenza del 16 dicembre di fronte alle evidenti incongruenze nei criteri individuati per la delimitazione dei terreni agricoli interessati”. E’ il commento del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo dopo lo slittamento al 26 gennaio 2015  del versamento dell’Imu agricola deciso dal Consiglio dei Ministri per evitare che i contribuenti siano tenuti a versare l’imposta sulla base di aliquote troppo elevate.

Far pagare l’Imu sui terreni in base all’altitudine in cui si trova la sede del comune avrebbe introdotto, secondo la Coldiretti,  una inspiegabile disparità di trattamento tra campi confinanti appartenenti addirittura allo stesso proprietario. L’incoerenza del criterio di calcolo  rischiava dunque di attenuare l’importanza della positiva scelta di differenziare l’imposta a favore degli agricoltori professionali, coltivatori diretti e imprenditori agricoli iscritti nella relativa gestione previdenziale, che devono continuare a godere, in zone montane o di collina, della esenzione Imu.

Ricordiamo che il decreto sull’Imu agricola prevede l’esenzione totale dal pagamento dell’imposta per i comuni con altitudine superiore a 600 metri sul livello del mare, mentre tra i 281 e i 600 metri, ad essere esclusi sono solo i coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola e gli imprenditori agricoli professionali. Pagano tutti, invece, nei comuni con altitudine inferiore a 281 metri.

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