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Il pascolo nelle aree del “fuoco prescritto”.

coperativanuovacilentoDal 21 al 24 gennaio 2016 a San Mauro Cilento (Sa), la Cooperativa Nuovo Cilento, produttrice di olio Dop Cilento (370 soci, 2.500 ha di terra, 1,5 milioni di euro di fatturato), ha festeggiato i suoi 40 anni di attività con alcune giornate di studio e di sperimentazione in campo di tecnologie innovative per l’agricoltura. Nel corso delle giornate di studio, Elio D’Agosto, presidente della Nuova Cilento ha dichiarato – “Viviamo una fase in cui troppi si occupano di fondi europei per l’agricoltura e troppo pochi, o nessuno, di agricoltura, specie di collina o di montagna, dove si ritrovano la qualità Italia e le zone più vocate all’agricoltura biologica”.

Nell’ultima giornata di studi esponenti del mondo universitario, della ricerca, delle istituzioni, della grande impresa, di enti gemellati con la Cooperativa, locali e nazionali si sono confrontati sul tema: Il pascolo nelle aree del “FUOCO PRESCRITTO”.

nuovocilento8Romualdo Di Rienzo, Gerardo Di Bartolomeo, Pietro Bruno, pastori, Antonio Palmieri, Azienda “Vannulo”, Mario Grasso, Direttore CIA Campania, Gianfranco Nappi, Compagnia della Qualità, Michele Buonomo, Presidente regionale Legambiente, Angelo De Vita, Direttore del Parco Nazionale del Cilento, Nicola Sorbo, Slow Food Campania, Gianpiero Calzolari, Presidente “Granarolo”, si sono confrontati sull’uso di questa tecnica e sulle forme di allevamento in aree montane.

La gestione delle zone dove sono presenti aree boscate e pascoli prevede il controllo attivo della vegetazione sia con mezzi naturali sia mediante il taglio degli alberi di piccola statura e degli arbusti più invadenti. Altra tecnica usata spesso impropriamente per il controllo degli arbusti è quella legata al fuoco. Si tratta di una tecnica che nelle regioni meridionali ha trovato diffusione nel periodo di dominazione aragonese e che tuttora viene esercitata localmente dai pastori. Le ragioni che spingono i pastori a ricorrere a questa pratica è la necessità di disporre di risorse foraggere fresche grazie al ricaccio delle specie. Purtroppo i fuochi sono molto spesso appiccati nel periodo di massima pericolosità degli incendi e, quindi, facilmente divengono incontrollabili e dilagano nelle altre aree, comprese quelle boscate.

mucca marchigianaSecondo gli ultimi dati regionali sull’agricoltura (2010) in Campania sono presenti circa 4000 aziende per l’allevamento di vacche da latte per un totale di 56000 capi. La concentrazione più importante di aziende e capi allevati la troviamo nelle provincie di Benevento, Caserta e Salerno ( Caserta 852 aziende 17149 capi; Benevento 1114 aziende 12866 capi; Napoli 336 aziende 2389 capi; Avellino 770 aziende 7114 capi; Salerno 1369 aziende 16555 capi).

Nella zona montuosa cilentana, dove è presente la Cooperativa Nuovo Cilento, troviamo allevamenti a conduzione familiare con pochissimi capi (San Mauro Cilento 1 azienda 2 capi; Laureana Cilento 1 azienda 1 capo; Vallo Scalo 6 aziende 81 capi; Castelnuovo Cilento 7 aziende 63 capi). Discorso diverso per gli allevamenti bufalini di Capaccio che presenta 111 aziende con 7062 capi ed Eboli con 37 aziende e 5248 capi).

Tra i partecipanti alla tavola rotonda sui pascoli montani sono intervenuti anche i rappresentanti di due grandi realtà: La Granarolo e la fattoria Vannullo.

Granarolo, la più importante filiera italiana del latte, è l’unica filiera italiana basata su un sistema integrato di produzione, dove l’intero processo è controllato e gestito in stretta collaborazione con i migliori produttori locali. La base foraggera adottata dai soci Granarolo prevede l’utilizzo di insilato di mais, di fieno di medica e di loietto.

Ultimamente in parziale sostituzione dell’insilato di mais (visto i costi elevati richiesti per l’irrigazione) i soci Granarolo hanno inserito insilati di cereali autunno vernini (grani, triticale, orzo ) e al sud (anche Campania) miscugli di questi ultimi con delle leguminose (veccia, pisello, trifoglio).

Gli allevatori soci della regione Campania sono ubicati nella zona collinare della provincia di Benevento al confine con la provincia di Campobasso. Il sistema foraggero di quella zona prevede la coltivazione e l’uso di foraggi seminativi o prativi che vengono utilizzati o come foraggio secco  o come insilato. I soci sono autosufficienti per quanto riguarda la produzione foraggera nel senso che si producono nei loro terreni tutti  i foraggi che necessitano per l’allevamento.

d - bufaliL’azienda Vannullo di Paestum si estende su 100 ettari di terreno. Ben 600 i capi di bestiame, 300 sono le bufale adulte o lattifere. Ognuna consuma circa 25 chili di erba al giorno. L’intero ciclo produttivo naturale, alimentare e animale, si consuma all’interno della proprietà. La coltivazione dei foraggi avviene in azienda dove si fa uso solo di concimi naturali. I cereali vengono lavorati in loco grazie a dei mulini aziendali.

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