Expo 2015 un perfetto sconosciuto
Con la firma del protocollo d’intesa Per la partecipazione dell’Agroalimentare italiano all’Expo si entra nella fase operativa.Il primo asso da giocare per far innamorare il mondo dei nostri sapori è il vino: al segmento è infatti dedicato un apposito spazio all’interno del Padiglione Italia per raccontare “l’esperienza vitivinicola” nazionale in tutte le sue sfaccettature, dalle produzioni ai territori. Una scelta, ha spiegato Bracco, «dettata dalla consapevolezza che il comparto, con i suoi 5 miliardi di esportazioni annue, è un fiore all’occhiello della nostra economia, oltre che della nostra cultura».
Il Ministero intende realizzare eventi ad hoc dedicati alle nostre produzioni di qualità (Dop) e bio. È inoltre in cantiere un marchio identificativo delle produzioni italiane, facilmente riconoscibile anche dal consumatore straniero.
“Expo 2015 è un’occasione importante per rilanciare all’attenzione del mondo intero il nostro Paese, le sue risorse, le sue eccellenze. Si tratta di un evento che è alla giusta attenzione del governo e delle forze politiche e sociali e, sin da ora, ci si deve impegnare con la massima collaborazione per il successo dell’iniziativa.
Questa rilevante manifestazione riguarderà Milano, come sede e la Lombardia, come area interessata, ma deve vedere coinvolto tutto il Paese. E’ giusto fare in modo che l’intero Mezzogiorno, a partire dalla Campania, partecipi a pieno titolo all’evento. Così come è bene rafforzare i rapporti già avviati tra Expo e Forum delle Culture e tra le istituzioni milanesi e napoletane.
Porremo all’attenzione della Conferenza Stato – Regioni l’esigenza di individuare le modalità di coinvolgimento dell’area meridionale nell’organizzazione dell’esposizione universale.
A tal fine la Regione Campania offre fin d’ora piena disponibilità a collaborare per la migliore riuscita dell’Expo”.
Così nel 2009 l’allora vicepresidente della Regione Campania ed assessore ai rapporti con il sistema delle autonomie Antonio Valiante si esprimeva nell’invitare le imprese ed il Mezzogiorno a mettersi in moto per non perdere questa importante occasione internazionale di sviluppo.
Tutte le regioni italiane si sono da tempo messe in moto per organizzare accordi per i padiglioni espositivi e per creare una serie di fuori salone per attirare i flussi turistici e imprenditoriali internazionali nei propri territori. Ma cosa sta facendo la Regione Campania?
Da alcuni giorni sulle pagine di Repubblica Napoli, Sergio Fedele, ha incominciato una lunga riflessione sull’evento espositivo del 2015 a cui diversi rappresentanti del mondo economico campano stanno partecipando con i loro interventi. Ma la risposta al nostro interrogativo arriva oggi 23 marzo con le dichiarazioni dell’assessore regionale Martusciello che ammette uno stallo organizzativo sull’evento “meneghino”.
Non ci resta che sperare nelle organizzazioni come Coldiretti, Agrinsieme, Slow Food, il mondo imprenditoriale e tutte le realtà che in Campania si impegnano a far conoscere i nostri prodotti nel mondo. Solo se tutti questi soggetti si coalizzeranno si potrà realizzare un calendario di eventi in contemporanea all’Expo.










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