Aspettando Slow Food Day 2013 – Condotta Taburno e Valle Caudina
C’era una volta, una storia che cominciava così:
Nel mese di maggio, quando i prati del Taburno offrivano al gregge i pascoli migliori, si rinnovava un’usanza antica, le “casare” salivano in montagna e contrattavano con i pastori, per conto delle famiglie che vivevano nei paesi a valle, “na jurnate’latte”, fatta di una o più “mesure”, corrispondente a 12 litri di latte di pecora, capra o mucca.
Lì, accampate nei “pagliari” insieme alle donne di casa, si “cagliava” per garantirsi una scorta di formaggio per i mesi a venire.
Storie del secolo scorso riscoperte da Slowfood Taburno e valle Caudina e consegnate all’oggi con il progetto “che bella cosa na Jurnata ‘e latte”.
Ebbene, dopo dieci “jurnate e latte” contrattate con i pastori del Taburno, con seicento litri di latte, pari a 50 mesure trasformate in piu’ di cento chili di formaggio e una sessantina di chili di ricotta, e l’ enorme pazienza di’ “zia Maria, la meglio casara che ci sia”, i superfelici apprendisti casari del Taburno, sabato 25 maggio, festeggeranno il compleanno di Slow Food, con l’ultima cagliata del mese dei fioroni (maggio) invitando, chi vorrà partecipare, a scoprire questo bellissimo progetto, che ha riscosso un crescente successo fra i soci della condotta Slow Food Taburno e valle Caudina e rientrato nelle iniziative di “resistenza contadina”.
Una storia, questa, che rientra appieno nel tema dello Slow Food Day 2013: ridurre gli sprechi. Come farlo al meglio se non riscoprendo un’ antica tradizione, quella di prodursi il formaggio comprando direttamente il latte dai pastori e dando cosi vita ad un gruppo di coproduttori che sostengono la piccola pastorizia, riavvicinandosi ad un mondo rurale che ha tanto da raccontarci sul risparmio, sul giusto uso e riutilizzo di tutto ciò che la natura ci dona e festeggiando tutti insieme con i piatti della cucina povera preparati da Rossella nella bucolica atmosfera dell’antico casale in pietra “Al Poggio Antico”.
Sull’aia del casale, sotto l’ombra delle secolari querce, ci racconteremo storie che faranno conoscere il nostro cibo, vivendo il territorio consapevoli che, riducendo il nostro spreco quotidiano, cercando di smettere di buttar via cibo e risorse, daremo un futuro buono, pulito e giusto a noi ed alle prossime generazioni.










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