Agriturismi a conduzione femminile in aumento
Nel 2012 il numero di aziende agrituristiche si conferma superiore alle 20 mila unità: le aziende agricole autorizzate all’esercizio dell’agriturismo sono 20.474, 61 in più (+0,3%) rispetto all’anno precedente.Nel corso del 2012, le nuove aziende autorizzate all’attività agrituristica sono 1.286, quelle cessate 1.225; rispetto al 2011, aumentano sia le nuove autorizzazioni (+97 unità) sia le cessazioni (+476 unità).
Le aziende agrituristiche si caratterizzano per la diversificazione dei servizi offerti. Persiste, infatti, l’offerta di pacchetti turistici integrati con servizi differenziati, diretti a meglio qualificare l’attività agrituristica rispetto al territorio in cui viene esercitata .Rispetto al 2011, gli agriturismi aumentano soprattutto nel Nord-ovest (+5,8%) e nel Centro (+2%), mentre calano nel Sud (-13,2%).
Il 40,9% degli alloggi, il 46,1% dei ristori e il 42,1% degli agriturismi con degustazione è localizzato nel Nord, mentre il 40,8% delle aziende con altre attività agrituristiche è ubicato nel Centro .
Toscana e Alto Adige, con 4.185 e 2.996 aziende, si confermano i territori in cui l’agriturismo risulta storicamente più consistente e radicato.
Più di un’azienda agrituristica su tre è a conduzione femminile; la maggiore concentrazione si rileva in Toscana, con 1.707 aziende, pari al 40,8% del totale regionale e al 23,5% del totale nazionale.
In particolare, nelle regioni settentrionali e nel Mezzogiorno si concentra la percentuale più alta delle aziende con ristorazione (rispettivamente il 44,8% e il 32,1% del totale), mentre nell’Italia centrale è presente il 59,1% degli agriturismi con degustazione. La Toscana resta la regione leader del settore con 4.074 aziende agrituristiche, seguita dal Trentino Alto-Adige con i suoi 3.229 agriturismi e dal Veneto (1.222), quarto posto per la Lombardia (1.132 aziende) e quinto per l’ Umbria (1.052). Molto buone anche le cifre del Sud: la Calabria conta 466 strutture e la Sicilia 457.
In crescita anche l’offerta delle fattorie didattiche, oltre 3 mila al momento. La regione leader del settore resta, come per l’offerta agrituristica, la Toscana con circa 700 strutture. Seguono poi l’Emilia Romagna (330), il Piemonte (250), la Campania (235) e il Veneto (circa 220). Il fatturato annuale del segmento delle Fattorie Didattiche è calcolato intorno ai 12 milioni di euro, mentre il prezzo per visita è pari a 6/10 euro a persona a cui vanno aggiunti altri 6-12 euro per la merenda o il pranzo.
Nel 2011 i viaggi con pernottamento effettuati in Italia e all’estero dai residenti sono stati 83 milioni e 504 mila, per un totale di 532 milioni e 448 mila notti. Rispetto al 2010, si registra una diminuzione del numero di viaggi (-16,5%) e del numero di pernottamenti (-15,1%), mentre resta immutata la durata media dei viaggi (6,4 notti).
La diminuzione dei viaggi si rileva per tutte le tipologie. I viaggi di vacanza, che pesano per l’86,9% sul totale, mostrano una flessione (-17%) dovuta sia alla diminuzione delle vacanze brevi (-19,5%), già osservata nel biennio precedente, sia dei soggiorni lunghi (-14,9%); si riducono anche i viaggi per motivi di lavoro (-13,1%).
In termini di pernottamenti, la riduzione è altrettanto evidente per le vacanze (-15,6%), sia lunghe (-15,3%), sia brevi (-17,1%), mentre i pernottamenti per viaggi di lavoro si mantengono sostanzialmente stabili.Rispetto al 2010 si osserva anche una riduzione del numero di persone andate in vacanza in un trimestre (dal 27% nel 2010 al 23,6% nel 2011), che ha interessato tutte le aree del Paese, ma soprattutto i residenti nel Mezzogiorno (dal 19,5% nel 2010 al 15,3% nel 2011).
Nel 2011 le durate medie dei viaggi di vacanza e di lavoro, rispettivamente pari a 6,8 e 3,4 notti, rimangono stabili. Nel periodo estivo si osserva una riduzione sia nel numero di turisti (-8,8%) sia nel numero di viaggi per vacanza lunga (-10,6%); anche la durata media delle vacanze lunghe subisce una lieve diminuzione (da 12,8 notti nel 2010 a 12,2 notti nel 2011). I viaggi con mete italiane, che rappresentano l’81,7% del complesso dei viaggi, subiscono un calo (-16,5%) a seguito della riduzione delle vacanze (-16,8%). La flessione è più marcata per i viaggi diretti verso le regioni del Mezzogiorno (-25,6%), che riguarda sia le vacanze, sia i viaggi effettuati per motivi di lavoro. I viaggi verso l’estero diminuiscono (-16,6%), soprattutto quelli diretti verso i Paesi non appartenenti all’Unione Europea.










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