Agrinsieme Campania si allea con i sindaci irpini per combattere la crisi fitosanitaria dei castagni
Il castagno è certamente una delle specie forestali più antiche. Probabilmente originario dell’Europa orientale e dell’Asia minore, grazie all’intervento dell’uomo si è diffuso in Italia e in tutta l’Europa centromeridionale. Fin dal Medioevo la coltivazione del castagno ha rappresentato una scelta fondamentale per l’economia e la sopravvivenza nelle aree montane.
La coltivazione del castagno nelle zone interne rappresenta una risorsa importante per l’assetto ambientale generale e per l’economia locale e regionale (circa 5.000 aziende di produzione; 25 aziende di trasformazione, circa 300 milioni di euro di fatturato di filiera), con declinazioni anche nel turismo e nel folklore. L’emergenza fitosanitaria che ha colpito il castagno mina di anno in anno il futuro di un intero territorio (l’Irpinia rappresenta più del 50% del comparto), travolgendo imprese, posti di lavoro e spingendo molti all’abbandono delle terre.
L’Irpinia sta facendo fronte comune per affrontare in maniera sinergica l’emergenza del cinipide galligeno e di altre patologie del castagno e tracciare politiche condivise e attuabili. Agrinsieme Campania ha presentato a Summonte, nella Sala Consiliare del Comune, il Documento di proposte per contenere l’emergenza dei castagneti e ripristinare le produzioni. Il documento è frutto della collaborazione sinergica del Coordinamento di Agrinsieme, delle Acli e dei Sindaci Irpini.
Le proposte:
· Riclassificazione e riconoscimento ad opera della Regione Campania dei castagneti da frutto in attività di coltura per permettere pratiche agronomiche e di difesa fitosanitaria;
· Attuazione delle pratiche di difesa fitosanitaria;
· Misure straordinarie di sostegno al reddito;
· Misure di prevenzione e lotta ai fitofagi presenti nei castagneti cedui;
· Cabina di regia/crisi unica tra istituzioni, enti, mondo scientifico, associazioni, ed organizzazioni agricole per dare attuazione a tutte le misure proposte per il ripristino del patrimonio castanicolo Irpino e campano.
· Richiesta di apertura di tutti gli altri bandi Psr, ed in particolar modo si sollecitano quelli relativamente a: Misura 1 – Formazione – informazione; Misura 2 – Servizi di consulenza e assistenza alle az. Ag; Misura 4.2.1 – A favore dell’agroindustria; Misura 9 – Incremento della competitività; Misura 16 – Cooperazione- filiere – energie rinnovabili;
· Rimodulazione delle misure PSR per la prossima annualità di programmazione;
· Aggregazione delle imprese, cooperazione, innovazione, (anello ancora debole della catena agroalimentare) per la competitività del nostro sistema agricolo;
· Semplificazione, sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione e degli Enti di settore;
· Ricambio generazionale, con misure per l’ingresso dei giovani in agricoltura, anche in termini di credito;
· Certificazione di prodotto e rintracciabilità per aumentare la competitività e garantire l’origine dei prodotti;
· Reti per la ricerca, l’innovazione, i mercati esteri.










Lascia un commento