Revisione del piano di sviluppo rurale 2014-2020, Agrinsieme Campania presenta le sue proposte
Nel ciclo di programmazione 2014-2020 tutti i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), compreso il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), concentrano il loro sostegno sul raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020: promuovere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.
I fondi SIE sono coordinati nell’ambito di un Quadro Strategico Comune (QSC) e, a livello nazionale, dall’Accordo di Partenariato, che rappresenta il quadro di riferimento per garantire la coerenza della specifica programmazione FEASR e il coordinamento e l’integrazione con le azioni degli altri fondi SIE. Parola d’ordine per tutti i fondi è la focalizzazione sui risultati cioè dimostrare concretamente i vantaggi prodotti con il loro impiego. Questo si traduce, per ogni Programma, in un Piano degli indicatori, che riporta i risultati attesi e in un Quadro di riferimento dei risultati, che fissa i risultati intermedi da raggiungere entro la fine del 2018 che, qualora raggiunti, determinano l’erogazione di una premialità che si aggiunge alla dotazione finanziaria del Programma.
I fabbisogni emersi in Campania sono stati declinati nelle sei priorità d’intervento dello sviluppo rurale individuate dall’Unione Europea con Regolamento (UE) n. 1305/2013:
- Promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali
- Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura, promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste
- Promuovere l’organizzazione della filiera agroalimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo
- Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura
- Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale
- Adoperarsi per l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.
Le sei priorità d’intervento del PSR Campania 2014-2020 si collocano nell’ambito di una strategia unitaria che mira a perseguire 3 obiettivi strategici: Campania Regione Innovativa; Campania Regione Verde; Campania Regione Solidale.
In particolare:
- 16.000 operatori saranno formati per promuovere l’innovazione, la cooperazione e la diffusione di pratiche agricole sostenibili;
- 3.300 imprese agricole saranno oggetto di opere di ristrutturazione ed ammodernamento per migliorare le loro performance economiche;
- 1.500 giovani agricoltori saranno supportati nella fase di avvio della loro attività.
- 60.000 ettari saranno interessati da azioni per la conservazione della biodiversità, per una migliore gestione della risorsa idrica e per la prevenzione dall’erosione dei suoli;
- 8.000 ettari saranno interessati da azioni per la conversione o il mantenimento dell’agricoltura biologica.
- 290 posti di lavoro saranno creati attraverso lo sviluppo locale e la diversificazione delle attività delle aziende agricole
- 6% della popolazione rurale avrà accesso alle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) nuove o migliorate e alla banda larga.
La dotazione finanziaria del PSR Campania 2014-2020 ammonta a circa 1.836 milioni di euro, di cui 1.110 milioni di risorse comunitarie (a valere sul FEASR/Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Surale) e 726 milioni di risorse nazionali e regionali.
Ieri Agrinsieme Campania ha illustrato alla politica le sue proposte per la revisione del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020, in previsione della rivisitazione generale del Piano da parte delle istituzioni.
“Il Piano di Sviluppo Rurale della Campania 2014-2020 è lo strumento di programmazione economica di maggior rilievo per lo sviluppo dell’ambiente rurale in Campania. La maggior parte delle modifiche che Agrinsieme Campania propone nel suo Documento riguardano la Misura 04 e la Misura 06, le cosiddette Misure strutturali. Insistiamo sulla necessità di tutelare le imprese che hanno fatto scelte di crescita sostenibile, con la riduzione dell’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente e la valorizzazione della componente lavoro. Ci siamo concentrati anche sui criteri di premialità e sulle filiere da valorizzare, cercando di ripartire dagli errori compiuti nelle precedenti programmazioni. Queste considerazioni si connettono alla disponibilità delle risorse da parte della Regione: la nostra preoccupazione è che la scarsità di risorse possa indurre a sostenere quei territori già valorizzati nell’ambito dei principi di selezione e tralasciare quegli altri che non trovano adeguata premialità, pur potendo contribuire al raggiungimento degli obiettivi comunitari” spiega Rosario Rago, presidente di Confagricoltura Campania e nuovo Coordinatore Agrinsieme Campania.
Agrinsiema Campania chiede una possibile proroga per le domande relative ai bandi già pubblicati e uno sforzo comune, da parte delle istituzioni e le parti sociali, per presentare a Bruxelles poche ma necessarie modifiche al Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 della nostra regione.










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