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“Voler bene alla terra”. Cosa significa la Giornata della Terra per te?

olivoOgni anno, oltre un miliardo di persone in tutto il mondo celebrano la Giornata della Terra, focalizzando l’attenzione sull’ambiente e tutto ciò che lo riguarda. Festival, manifestazioni ed eventi all’aperto si svolgono in centinaia di paesi con il sostegno di comunità, leader politici, organizzazioni ambientaliste e personaggi famosi. Ma cosa significa veramente questa giornata?

Istituita e celebrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1970 dopo la catastrofe ambientale causata da una fuoriuscita di petrolio a Santa Barbara, in California, oggi è ampiamente accreditata come uno dei momenti più importanti del movimento ambientalista.

A dire il vero, però, c’è qualcosa di contradditorio in tutto questo. Nonostante la portata mondiale della questione, l’attenzione delle persone è concentrata per un solo giorno all’anno su uno dei temi più importanti del nostro tempo: avere cura delle risorse naturali che ci circondano. Risorse che per il resto del tempo ci limitiamo a sfruttare, emarginando coloro che le preservano.

Tra questi, i contadini di tutto il mondo. La terra è il fulcro della loro esistenza: ogni giorno analizzano i differenti tipi di suolo e le loro necessità, le diverse colture, le tempistiche di ogni seme e di ogni stagione, la disponibilità, qualità e distribuzione dell’acqua sui territori e molto altro. Tutto questo con un unico obiettivo: proteggere tutto l’ecosistema, non solo un giorno all’anno, ma ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, ogni stagione… sempre.

Non va dimenticato che, oltre a fare tutto questo, i contadini devono anche poter sopravvivere con il loro lavoro. Ed è qui che entra in scena l’attuale sistema alimentare, che in realtà, secondo alcuni, è ormai sull’orlo del fallimento. I margini di profitto e dei prezzi per i prodotti alimentari descrivono un settore, quello agricolo, sull’orlo del fallimento. In altre parole, se gli agricoltori fossero considerati dipendenti a tempo indeterminato di una società, nel 2015 la loro società avrebbe dovuto presentare istanza di fallimento, in quanto non sarebbe stato possibile pagare gli stipendi. Questo accade in quasi tutti i settori, in particolare nella produzione di grano, latte e carne. Tutti hanno costi, compresi i salari degli agricoltori, che superano i ricavi delle vendite.

Per uscirne, gli agricoltori dovrebbero ridurre i prezzi, con il serio rischio di compromettere il potenziale di guadagno della loro attività. Sarebbe interessante poter capire quante aziende agricole attualmente sopravvivono e fanno affidamento su un secondo o terzo reddito (stipendio del coniuge, posti di lavoro multipli) per tenere a galla la loro attività. È ormai chiaro che le rendite sono troppo deboli per coprire i costi.

È quindi urgente un cambiamento delle politiche alimentari di tutto il mondo. Ma non solo. È necessario innescare un cambiamento complesso, che “ascolti la terra” e si preoccupi delle risorse più di una volta all’anno, che disegni nuove sinergie tra animali, piante e persone.

E a tutti questi livelli la tutela della biodiversità è la chiave.

Tutti possiamo, anzi dobbiamo, collaborare. Insieme, potremo pensare a un nuovo sistema alimentare, mettendo in atto piccoli gesti da fare tutti i giorni: cerca la condotta o la comunità del cibo più vicina a te o diventa portavoce di questo messaggio diventandone tu stesso leader, vota per i rappresentanti politici che sostengono una politica alimentare ragionevole e sfida coloro che non lo fanno, acquista i tuoi prodotti in un mercato dei produttori o chiedi che ne venga creato uno nella tua città, coltiva il tuo orto o creane uno nella tua comunità o nella scuola più vicina, segnala un prodotto all’Arca del Gusto, prenditi il piacere di cucinare e soprattutto sostieni anche tu il valore del buono, pulito e giusto.

Sono tanti i modi di creare un sistema alimentare più genuino per tutti, ma sicuramente c’è solo un modo per celebrare la nostra terra ed è prenderci cura di lei tutto l’anno! ( da www.slowfood.it )

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