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Agricoltura, castanicoltura ed economia di un territorio, torna la sagra della castagna di Montella

convegno-07-11-15Ritorna nel centro storico di Montella l’evento più atteso dell’anno con stand gastronomici, musica e cultura popolare. La Sagra della castagna di Montella rappresenta l’occasione migliore per degustare il frutto autunnale per eccellenza al forno, fresco e sotto forma di prelibate dolcezze. Anche quest’anno il centro di Montella, in provincia di Avellino, è pronto ad accogliere  un flusso sempre molto copioso di persone provenienti dai paesi limitrofi ma anche da altre provincie, attratte dalla suggestione di una tipica sagra autunnale.

Oltre alla valorizzazione ed alla degustazione del prodotto castanicolo, fregiato dal 1987 del marchio D.O.C e dal 1996 di quello  I.G.P , la sagra  rappresenta la giusta valorizzazione del territorio montellese con le sue peculiarità turistiche, naturalistiche, culturali, produttive e gastronomiche.

castagneL’Indicazione geografica protetta “Castagna di Montella” è riferita alle castagne prodotte per il 90% dalla varietà Palummina e per il restante 10% dalla varietà Verdole. Le caratteristiche distintive della”Castagna di Montella” IGP sono rappresentate da una pezzatura media o medio-piccola (75-90 frutti per Kg) e la forma rotondeggiante del frutto, con faccia inferiore piatta, base convessa e sommità ottusa mediamente pelosa. Il seme ha polpa bianca, croccante e di gradevole sapore dolce. La buccia (pericarpo) è sottile e di colore marrone carico, facilmente distaccabile. Proprio la forma del frutto giustifica l’etimologia del nome della varietà Palommina, forma che ricorda la somiglianza di una colomba che in dialetto si traduce appunto in “palomma”. Grazie alle elevate caratteristiche di fragranza, sapidità e serbevolezza, la “Castagna di Montella” IGP viene utilizzata allo stato fresco (comprendendo anche il surgelato) e allo stato secco in guscio o senza. Sotto l’aspetto dietetico nutrizionale, la “Castagna di Montella” è particolarmente rilevante per il contenuto in carboidrati, mentre scarso è il contenuto proteico. Oltre che come caldarroste, le castagne di Montella sono particolarmente richieste dall’industria di trasformazione per uso marron glacés, marmellate, al naturale, purea. Ottime per guarnire carni e nelle minestre, ma il loro impiego si esalta soprattutto nella preparazione di dolci, di diverso tipo. La “Castagna di Montella” IGP è considerata tra le migliori castagne prodotte in Italia; le ragioni di tale successo risiedono, oltre che alla qualità intrinseca della varietà, anche nella composizione dei terreni, nel clima favorevole ma anche nell’elevata professionalità raggiunta dai castanicoltori della zona che contribuiscono ad esaltare il livello qualitativo del prodotto. Una tipologia commerciale della “Castagna di Montella”, soprattutto nel periodo natalizio, è la castagna infornata (la famosa Castagna del Prete), per la quale è stata richiesta un’integrazione all’attuale disciplinare di produzione. Essa è realizzata con le castagne in guscio essiccate, tostate e successivamente idratate con acqua. In particolare la preparazione prevede che le castagne, una volta essiccate su graticci di legno, al di sotto dei quali si accendono per 15 gg. dei fuochi utilizzando legno di castagno, vengano tostate in forni ventilati e poi reidratate. Queste castagne una volta sgusciate si presentano dal colore marrone intenso e dal sapore caratteristico che richiama la caramellizzazione degli zuccheri.

Ma la sagra quest’anno rappresenta anche un momento in cui tutti gli attori che ruotano intorno a questo prodotto si incontrano per fare il punto sulla castanicoltura campana. Sabato 7 Novembre 2015 alle ore 10,00 presso il Centro Sociale Montella (AV), si terrà il convegno “Agricoltura, Castanicoltura, Turismo Rurale – Enogastronomico – Ecosostenibile”

Tematiche del convegno:

  1. Agricoltura, Castanicoltura, Turismo Rurale – Enogastronomico – Ecosostenibile, nell’ambito dello sviluppo delle aree interne;
  2. Le problematiche fitopatologiche (cinipide, fersa, cydia, balanino);
  3. Riconoscimento frutti in guscio;
  4. Riconoscimento per lo stato di calamità e sostegno; Rischio idrogeologico e difesa ambiente;
  5. Prospettive future.

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