Concorso fotografico PREMIO CAMPI FLEGREI 2015
III edizione del concorso fotografico nazionale con mostra finale, finalizzato alla conoscenza dei Campi Flegrei ed alla promozione del suo immenso patrimonio paesaggistico, naturalistico ed archeologico, visitato e percepito attraverso l’arte della FOTOGRAFIA.
il tema | TERRA MADRE i colori della terra | Terra Madre terra natia, terra delle origini, terra di orizzonti quotidiani, terra di crateri e magma, declivi e dirupi, colline e campi, terra che riluce e abbaglia, terra scura densa ferita, terra in tutte le sue luminose sfumature, dall’alba alla notte: Terra Madre i colori della terra
La giuria riunitasi il 3 settembre presso il Museo Archeologico di Napoli ha esaminato le 194 foto pervenute per il concorso selezionandone 70 che sono state esposte durante la X edizione di Malazè l’evento archeoenogastronomico che ogni anno anima i Campi Flegrei.
Abbiamo deciso di proporvi l’opera scattata dall’Ing. Giuseppe Mazzeo intitolata “strati di storia” che ha vinto il secondo posto come miglior foto.
Descrizione dell’opera:
La foto, scattata nel mese di agosto del 2015, inquadra un pezzo di costa dei Campi Flegrei. Nella foto non c’è il mare, ma dal mare essa è scattata.
Dal punto di vista della composizione l’immagine è strutturata in modo semplice ed è suddivisa in tre fasce orizzontali. In alto il verde lussureggiante della terra flegrea, al centro le rovine del parco archeologico di Baia – luogo ritenuto meraviglioso già dagli antichi greci e romani –, in basso la cortina degli edifici prospicienti il porto di Baia. Anche per questo motivo essa ha per titolo “Strati di storia”.
Dal punto di vista dei significati essa contiene una complessità notevole. Si pensi ad un unico luogo nel quale passato e presente convivono, non senza difficoltà, e nel quale l’evoluzione urbana si rinnova da due millenni, accompagnata spesso da eventi naturali altamente drammatici. Una evoluzione urbana che prosegue ancora oggi, pur se con il pesante fardello di duemila anni di storia che spesso si trasformano solo in vincoli fastidiosi.
Se si guarda la parte inferiore della foto si vede, infatti, come il presente sia combattuto tra due comportamenti antitetici. Da un lato una ricerca di ordine compositivo nel colore o nelle forme semplici, dall’altra la proliferazione di elementi dissonanti, come antenne, torrini in alluminio, superfetazioni varie. Quasi come se si volesse tendere a comportamenti sociali positivi – spesso sconosciuti a queste latitudini – e contemporaneamente mantenere viva l’insofferenza per le regole e continuare a comportarsi con l’unico fine del vantaggio personale.
Nella foto c’è altro. Ad esempio la solitudine delle rovine, viste da un numero di visitatori molto basso. Il che testimonia anche della difficoltà di trasformare quelli che sono ritenute scomode eredità in fonte di ricchezza per la comunità locale. Certo bisognerebbe modificare le condizioni dell’accoglienza, che sono forti, ma non sono pronte ad un turismo costante e di qualità. E qui si ritorna ai comportamenti di cui sopra.











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