Elezioni: l’incontro a Milano della Coldiretti con Roberto Maroni (Lega Nord)
Rivedere la direttiva nitrati per salvare la zootecnia padana, prevedere fondi a sostegno delle giovani imprese, revocare i contributi a chi delocalizza, creare una mappa dei terreni agricoli non sfruttati, fare una moratoria di tre anni per gli adempimenti burocratici più pesanti per le aziende, portare sempre più prodotti locali nelle mense scolastiche: così Roberto Maroni, leader della Lega Nord ha presentato le proprie proposte per l’agricoltura durante l’incontro a Milano davanti a oltre 200 rappresentanti della Coldiretti Lombardia e al presidente regionale e componente della Giunta confederale Ettore Prandini. “Per me l’agricoltura non è solo una grande risorsa, ma è fondamentale per tutta l’economia – ha spiegato Maroni nel suo intervento – è un settore che va salvaguardato e sostenuto perché è anche un elemento fondamentale per la tutela e la corretta gestione dei territori. Anche a livello europeo bisogna salvaguardare le nostre tipicità. Io voglio unire le regioni del Nord per farle contare di più a Roma e a Bruxelles”. Maroni ha sostenuto la necessità di un marchio di origine “made in..” e l’obbligo dell’etichettaura, combattendo la contraffazione anche con il coinvolgimento della grande distribuzione: “Mi piacerebbe valorizzare i prodotti del territorio presso la GDO”. Sul fronte del consumo di suolo, Maroni di è detto d’accordo sul fatto che si è arrivati a livelli insostenibili: “Inoltre anche i terreni agricoli non sfruttati devono restare agricoli e prima di tutto serve una mappa per poi decidere come usarlii”. Per quanto riguarda le mense scolastiche si è detto d’accordo sull’introduzione di criteri nei bandi che favoriscano l’utilizzo di prodotti locali”. Sull’obbligo d’origine ha anche aggiunto che si tratta “di un punto fondamentale da portare in conferenza Sato – Regioni”. Mentre sulla burocrazia ha proposto una moratoria di 3 anni per gli adempimenti più pesanti a carico a delle imprese. Maroni ha poi proposto di mettere a disposizione un fondo di 50 milioni di euro a sostegno delle giovani imprese e invece di “revocare i contributi a quelle imprese che fanno la scelta di delocalizzare”. Sul fronte della direttiva nitrati, che rischia di far chiudere centinaia di aziende agricole, il candidato governatore della Lega Nord ha concluso dicendo che “bisogna ridefinire la partita, che non la possiamo accogliere totalmente perché metterebbe a rischio a zootecnia di tutto il nord Italia, che bisogna verificare l’origine dell’inquinamento e che in Europa a discutere devono andare di persona i governatori delle regioni e non qualche funzionario”.










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