Lottiamo per una Campania felice
C’è una Campania sana oltre alla terra malata. Quella terra dei fuochi infetta che resta una ferita aperta ma circondata da un cuore ancora in grado di combattere l’infezione. Il giornalista Ottavio Ragone ne ha tracciato i confini. La terra dei fuochi è lo 0,1 per cento della Regione, è circoscritta. Comprende un territorio di 1076 chilometri quadrati tra Napoli e Caserta, 57 comuni, 2 milioni e mezzo di abitanti. In 51 siti, per 64 ettari, è bloccata la vendita agricola. La zona compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, un tempo tra le più fertili della Campania, adesso viene chiamata il triangolo della morte. Perché la gente muore di cancro più della media italiana, soprattutto le donne e i bambini. La causa è l’inquinamento dovuto allo smaltimento illegale di rifiuti tossici da parte della Camorra, in particolare dal clan dei Casalesi.
Seduti nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale, il gastronomo, scrittore e fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, e l’antropologo Marino Niola, hanno incitato a reagire. Curare la ferita è possibile. La terra dei fuochi è una terra di nessuno, un buco nero che non produce più nulla, ma non è la Campania intera. ( tratto da La Repubblica.it )










Lascia un commento