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Tracciabilità obbligatoria nella filiera bufalina per rilanciare il settore

CiaTracciabilità obbligatoria, separazione degli opifici, un osservatorio a supporto dell’applicazione del sistema trasparenza di filiera. Sono questi i punti cardine di un progetto della Cia-Confederazione italiana agricoltori della Campania presentati  in provincia di Salerno (Capaccio) durante una tavola rotonda sul tema, appunto, “La filiera bufalina. Valore identitario per l’Italia, norme chiare, condivise e obbligatorie”. Progetto che sarà sottoposto al Tavolo ministeriale che si svolgerà lunedì prossimo.

Durante l’incontro, è stato ribadito che è di vitale importanza per la filiera bufalina lavorare nella stessa direzione, evitando inutili e dannosi contrasti tra gli attori del comparto e tra gli stessi e le istituzioni competenti. Serve un impegno comune che apra nuove prospettive e consenta un effettivo rilancio dell’intero comparto che rappresenta un grande patrimonio non solo per l’agroalimentare campano ma del Paese. Da qui l’esigenza di un’azione efficace per abbattere gli attuali ostacoli e agire in un’ottica di sviluppo equilibrato dalla produzione alla distribuzione.

Nella tavola rotonda è stato sottolineato che è decisiva la tracciabilità obbligatoria. A tal proposito è stata proposta la modifica dell’ex articolo 7 legge n.4 del 3 febbraio 2011, estendendo la tracciabilità gratuita a tutti gli operatori dell’intera filiera lattiero casearia bufalina e definendo il modello di tracciabilità che deve essere attuato con un sistema informatico per la gestione della tracciabilità e rintracciabilità. In questo modo si potrà assicurare una forte trasparenza e un’efficiente rintracciabilità delle produzioni agroalimentari, anche per favorire e accrescere la tutela dei consumatori.

Per quanto riguarda la separazione degli opifici, per la Cia è fondamentale che con l’obbligatorietà della tracciabilità di filiera, per i trasformatori che si impegnano a introdurre latte di bufala idoneo alla trasformazione in mozzarella di Bufala Campana Dop, non sono tenuti alla separazione degli opifici ex articolo 4q legge n. 205 del 30 dicembre 2008.

Infine, per la Cia è quanto mai opportuno prevedere un osservatorio a supporto dell’applicazione del sistema di tracciabilità di filiera. Ciò può consentire un costante monitoraggio dell’intero comparto, al fine di favorire un’ampia condivisione su tutti i temi di interesse della filiera, coinvolgendo anche il Consorzio di Tutela per la valutazione degli eventuali adeguamenti della normativa in materia e degli atti in essere che riguardano la mozzarella di bufala campana Dop.

All’incontro organizzato dalla Cia di Salerno, hanno partecipato Carmine Pecoraro, presidente Cia Salerno, Italo Voza, sindaco di Capaccio, Domenico Mese, dirigente Asl Salerno settore veterinario, Corrado Martinangelo, coordinatore politico segreteria on. Paolo De Castro, il senatore Roberto Ruta, componente Commissione Agricoltura del Senato, Antonio Orlotti, vicepresidente vicario Cia Campania, on. Giovanna palma, componente commissione agricoltura camera dei depudati, Alessandro Mastrocinque, presidente regionale Cia e vicepresidente nazionale Cia, Cinzia Pagni, vicepresidente vicario nazionale Cia, l’onorevole Daniela Nugnes, assessore Agricoltura Regione Campania.

 

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