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A Piedimonte Matese per tracciare la Biodiversità dell’Alto Casertano

fondazionebiodiveritàGiovedì 13 marzo alle ore 17,30 presso la Biblioteca Comunale “Aurora Sanseverino” di Piedimonte Matese avrà luogo l’incontro “Il Matese tra identità e biodiversità”. La Tavola rotonda con il coinvolgimento della cittadinanza è organizzata da Slow Food Campania e Slow Food Matese e intende fornire un contributo di conoscenza e memoria sul tema della biodiversità locale.

Interverranno il Vice Sindaco di Piedimonte Matese, Costantino Leuci; Pietro Andrea Cappella, Coordinatore del GAL Alto Casertano; Vito Trotta, responsabile Presìdi Slow Food Campania e Basilicata; Rosamaria Esposito, Fiduciario Slow Food Matese.

L’appuntamento rientra nel programma di eventi ideati da Slow Food Campania e Fondazione Slow Food per la Biodiversità nell’ambito del progetto “Presidio della Biodiversità dell’Alto Casertano”, sostenuto dal GAL Alto Casertano e finalizzato a individuare colture e allevamenti tradizionali a rischio di scomparsa per la conseguente selezione di microfiliere locali.

Il GAL Alto Casertano ha deciso di sostenere l’attivazione del suddetto Presidio della Biodiversità utilizzando i fondi della Misura 412 del Piano di Sviluppo Locale (PSL) Alto Casertano “Giardino di Terra di Lavoro” (Programma di Sviluppo Rurale Campania -PSR- 2007/2013 – Asse 4 Approccio LEADER).

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus coordina numerosi progetti a sostegno delle comunità di Terra Madre (Presìdi, Mercati della Terra, Orti) offrendo supporto tecnico ed economico. Opera in oltre 50 Paesi e coinvolge oltre 10 mila piccoli produttori, promuovendo un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della cultura dei popoli. Vive grazie alla mobilitazione dell’associazione Slow Food, ma anche grazie al contributo di istituzioni, aziende private, altre fondazioni, e di chiunque sia interessato a sostenere progetti in difesa della biodiversità. “Biodiversità” è una parola recente – è stata usata per la prima volta nel 1986, a Washington, dall’entomologo Edward O. Wilson – ed è una parola un po’ difficile, che purtroppo spesso interessa a poche persone, più che altro quelle che la studiano.In realtà dovrebbe essere un tema facile, di tutti, perché è̀ la natura, è la vita stessa, è diversità della vita, su tanti livelli, dal più piccolo ed elementare (i geni, i mattoni della vita stessa), alle specie animali e vegetali, fino ai livelli più complessi (gli ecosistemi). Tutti questi livelli si intersecano, si influenzano a vicenda e si evolvono. 

Se scompare la biodiversità, che cosa succede al nostro cibo? 
Insieme alle piante e agli animali selvatici, scompaiono le piante domesticate dall’uomo, le razze da latte e da carne selezionate dall’uomo. Secondo la Fao il 75% delle varietà vegetali è perso, irrimediabilmente. Negli Stati Uniti si arriva al 95%. Oggi il 60% dell’alimentazione mondiale si basa su 3 cereali: grano, riso e mais. Non sulle migliaia di varietà di riso selezionate dagli agricoltori che un tempo si coltivavano in India e Cina. O sulle migliaia di varietà di mais che si coltivavano in Messico. Ma su pochissimi ibridi selezionati e venduti agli agricoltori da una manciata di multinazionali. Per questo Slow Food porta avanti progetti a tutela della biodiversità in tutto il mondo. 

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