I sentieri del Parco Regionale di Roccamonfina: I siti archeologici
Il sito archeologico più rilevante del territorio di Roccamonfina è rappresentato dalrecinto delle Mura Megalitiche di Monte La Frascara, denominato in età medioevale Orto della Regina e da quello di Monte S. Croce. Queste antiche mura traggono la loro particolarità dalla posizione e dal ruolo d’elemento emergente entro un più articolato sistema insediativo che si sviluppa nell´area del vulcano e che risponde ad una volontà di conquista di uno spazio difficile. In diversi studi è stata formulata l’ipotesi che le mura megalitiche di Monte S. Croce e di Monte Frascara rientrassero in un vero e proprio sistema difensivo sannitico, costituito da cinte fortificate in opera poligonale, di cui sono state ritrovate tracce anche nei territori limitrofi. La cinta dell´Orto della Regina, posta a quota 928 mt. sul livello del mare, non è molto estesa ed è caratterizzata da un andamento poligonale irregolare, con lati e angoli disuguali. Le mura, il cui perimetro misura circa 180 metri, racchiudono un´area di circa 2500 mq. e sono costruite in modo tale da delimitare la sommità della vetta del monte La Frascara. Queste ultime seguono e si adattano alla conformazione orografica dell´area, includendo nel tracciato, in diversi tratti e soprattutto lungo il lato orientale, grosse sporgenze di roccia che raggiungono anche l´altezza di tre metri. Una folta vegetazione, avvolgendo le mura in una magica atmosfera, contribuisce ad aumentarne notevolmente la suggestione. La cortina è costituita al suo interno da filari di blocchi, grossolanamente sbozzati, di dimensioni varie ma molto più piccole di quelle dei blocchi esterni. A ridosso delle mura della città antica di Sessa Aurunca si trova l’imponente struttura di un altro teatro romano risalente al I sec. a.C. Gli scavi, iniziati da Amedeo Maiuri negli anni ‘20, si sono conclusi solo da pochi anni portando alla luce quasi integralmente l´intero monumento. Si doveva trattare di una struttura particolarmente imponente e importante, ma in epoca medievale fu completamente spogliata e delle antiche decorazioni e marmi oggi non rimane più traccia. Sempre a Sessa Aurunca nel 1926 fu portato completamente alla luce il manufatto del Criptoportico romano, situato lateralmente al complesso conventuale di S. Giovanni a Villa, e risalente al I sec. d. C. Sulle pareti del Criptoportico sono visibili iscrizioni in greco e latino che descrivono situazioni della vita del tempo. Sull’antica strada che univa l’antica città di Sessa all’Appia antica nei pressi della costa, si trovano i resti del Ponte Aurunco (detto ponte Ronaco). Questo antico viadotto romano è costruito su 21 arcate ed è databile tra il I e il II sec. d. C. All’imbocco della strada – che porta dal quartiere Borgo Nuovo al Ponte Ronaco – sono visibili resti d’edifici sepolcrali d’epoca romana. Altri resti di strutture romane, risalenti ai periodi tardo-repubblicano ed imperiale e inglobate nelle mura del Castello Ducale di Sessa Aurunca, sono visibili dalla strada che costeggia il castello ad occidente. Infine un elemento particolarmente rilevante di questo territorio è la Via Latina, la consolare romana che ha resistito nel tempo ai profondi sconvolgimenti della valle, lungo la quale si localizzarono altri insediamenti.
Nel nostro viaggio alla scoperta degli itinerari archeologici del Parco incontriamo, a Teano, l´antica struttura di un teatro romano d’epoca tardo-ellenistica. Quest´ultimo, in buono stato di conservazione, ha una cavea semicircolare e poggia interamente su fornici. In età tardo adrianea o antoniana fu ampliato fino a raggiungere un diametro di 85 metri. Del grande anfiteatro di Teano, citato anche da Cicerone, non sono fino ad oggi stati ritrovati i resti. Il Museo Archeologico Statale di Teano, si colloca nello splendido edificio del Loggione, della seconda metà del XIV secolo, e rappresenta la maggiore struttura espositiva dell’alto casertano, promosso agli inizi degli anni ´80.










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