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La Dieta Mediterranea: un’opportunità per le aziende nel mercato globale

dietamediterranea3Da oggi al 26 ottobre Napoli e Pollica ospitano “Le Giornate della Dieta Mediterranea”, un evento promosso dall’assessorato all’Agricoltura delle Regione Campania, dalla Camera di Commercio di Napoli con la collaborazione di Agripromos, azienda speciale dell’Ente camerale partenopeo, dal Parco Nazionale del Cilento e dall’Associazione nazionale Città dell’Olio.
Il primo evento in programma è stato il convegno “La Dieta Mediterranea: un’opportunità per le aziende nel mercato globale”. Moderato dal giornalista Gianni Ambrosino, il presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni, il presidente delle Città dell’Olio Enrico Lupi, Vito Amendolara, presidente dell’Osservatorio sulla Dieta Mediterranea, Felice Vertullo, docente di marketing dell’Università di Perugia, Pasquale D’Acunzi, presidente del Consorzio Pomodoro San Marzano Dop, il giornalista Carlo Cambi e Serena Angelini, caposegreteria Dipeisi del Ministero delle Politiche Agricole, si sono confrontati sulle opportunità di sviluppo che questo patrimonio alimentare può offrire alle aziende campane.

“Quando si parla di dieta mediterranea” ha dichiarato Daniela Nugnes assessore all’agricoltura della Regione Campania – “non si può non tener conto della valenza primaria dell’agricoltura che in Campania gioca un ruolo fondamentale per la valorizzazione non solo dei nostri prodotti tipici, ma anche del paesaggio rurale.Lo stile di vita individuato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità è uno dei punti cardine per la valorizzazione delle risorse del nostro territorio, per la riscoperta di quelle tradizioni rurali in cui proprio il mangiare sano affonda le proprie radici.

La nostra Regione ha dato vita il 25 maggio scorso all’osservatorio della Dieta Mediterranea la cui presidenza è stata affidata a Vito Amendolara. L’organismo ha funzioni consultive, propositive e di monitoraggio delle politiche della Regione per la valorizzazione degli aspetti sociali, economici e storico-culturali della Dieta mediterranea. Tra i compiti dell’Osservatorio, così come previsto dalla legge regionale 6/2012, è prevista l’integrazione tra tutte le attività istituzionali utili alla promozione del modello di sviluppo durevole basato sullo stile di vita mediterraneo”.

“La Camera di Commercio di Napoli” – ha dichiarato Maurizio Maddaloni, presidente della stessa – “è in prima linea per favorire lo sviluppo della dieta mediterranea anche come driver per la promozione dei prodotti tipici e per la valorizzazione dei territori. In queste settimane in cui è altissima l’attenzione sui temi dell’inquinamento ambientale, abbiamo diffuso una guida sulla tracciabilità degli alimenti e sul valore aggiunto derivante dal consumo dei prodotti tipici delle nostre terre. Grazie alla collaborazione con la Regione e con Città dell’Olio l’amministrazione camerale si è impegnata con questa iniziativa a far conoscere le potenzialità della dieta mediterranea e delle ricchezze del nostro territorio”.

La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari tradizionali di tre paesi europei e uno africano del bacino del mediterraneo: Italia, Grecia, Spagna e Marocco.Questo modello nutrizionale è stato abbandonato nel periodo del boom economico degli anni sessanta e settanta perché ritenuto troppo povero e poco attraente rispetto ad altri modelli alimentari provenienti in particolare dalla ricca America, ma ora la dieta mediterranea sta sicuramente riconquistando, tra i modelli nutrizionali, l’interesse dei consumatori e sta conoscendo una grande diffusione, specie dopo gli anni novanta, in alcuni paesi americani fra cui l’Argentina, l’Uruguay e alcune zone degli Stati Uniti d’America.La dieta mediterranea ha un elevato consumo di pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio di oliva, pesce e vino (in quantità moderate) ed è basata su un paradosso (almeno per il punto di vista del nutrizionismo tradizionale): i popoli che vivono nelle nazioni del Mediterraneo consumano quantità relativamente elevate di grassi ma, nonostante ciò, hanno minori tassi di malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione statunitense, nella cui alimentazione sono presenti livelli simili di grassi animali. La spiegazione è che la gran quantità di olio d’oliva usata nella cucina mediterranea controbilancia almeno in parte i grassi animali.
L’olio di oliva sembra infatti abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

 

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