Il made in Campania è sotto attacco
I falsi prodotti alimentari Made in Italy scovati alla Fiera di Colonia sono la punta di un iceberg di un mercato che vale 60 miliardi (secondo Coldiretti) e provoca danni ai produttori nazionali ed ai consumatori.
Quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre sono realizzati all’estero senza alcun legame con il tessuto produttivo nazionale. A differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia a taroccare il cibo non sono i Paesi poveri o quelli emergenti, ma quelli piu’ ricchi a partire dai Stati uniti e dalla Nuova Zelanda dove particolarmente apprezzato è l’italian style anche in cucina. Grave è pero’ il fatto che le imitazioni dei nostri prodotti piu’ tipici trovino spazio all’interno della principale manifestazione alimentare di un Paese membro dell’Unione Europea come la Germania che sulla base della normativa europea dovrebbe combatterle direttamente. La diffusione delle imitazioni rappresenta un ostacolo alle esportazioni nazionali per la presenza di prodotti low cost che con la concorrenza sleale tolgono opportunità di mercato alle nostre specialità.
La terra dei fuochi è una vasta area situata nell’italia meridionale, tra la provincia di Napoli e della provincia di Caserta, caratterizzata dalla presenza di roghi. L ‘area territoriale è compresa tra i comuni di Qualiano, Giugliano in Campania, Orta di Atella, Caivano, Acerra, Nola, Marcianise, Succivo, Frattaminore, Frattamaggiore, Mondragone, Castelvolturno e Melito di Napoli.
Si caratterizza per lo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della Camorra. In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono sostanze tossiche, tra cui diossina, nell’atmosfera e nelle terre circostanti.
Dal 2010 nelle campagne campane si sono verificati sversamenti di rifiuti industriali e di rifiuti tossici e nucleari provenienti dal nord Italia e dal nord Europa, in particolare hanno cominciato a incendiare rifiuti industriali nelle zone di Succivo, Caivano, Acerra e Giugliano, provocando un alto tasso di tumori che hanno colpito giovani donne al seno e alla tiroide e moltissimi bambini si sono ammalati di tumore.I roghi divennero più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania, tra gli anni del 2007-2008. Le dichiarazioni ai magistrati di un pentito di mafia già nel 1995 ripetute ai microfoni di SKY nel 2013, hanno evidenziato come la Campania era destinata a diventare una discarica a cielo aperto, soprattutto di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido, che hanno inquinato le falde acquifere Campane e le coste di mare dal basso Lazio fino ad arrivare a Castelvolturno.
Il boicottaggio dei prodotti campani da parte di molti punti vendita nazionali, dopo la diffusione delle dichiarazioni del pentito, non fa altro che alimentare il fenomeno del falso made in italy e danneggia tutti quei prodotti che sottoposti a rigidi controlli si fregiano del marchio DOP o IGT e che sono il vanto della nostra regione. Per questo la Coldiretti, Agrinsieme e tante altre organizzazioni agricole hanno lanciato messaggi dall’allarme alle istituzioni nazionali perchè si adoperino per bloccare questo disastro immane.










Lascia un commento