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Il vino italiano piace e rimane il più venduto secondo lo studio Assoenologi

vino7Il vino italiano piace e rimane il più venduto al mondo. Mentre i consumi interni continuano a calare, secondo Assoenologi il 2013 si chiuderà – afferma Cotarella – sotto i 40 litri pro-capite contro i 45 del 2007 e i 110 degli anni Settanta, le nostre vendite all’estero, nonostante il periodo difficoltoso, crescono. Il 2012 si è chiuso con un incremento del 6,5% in valore ma con un calo dell’8,8% in volume rispetto al 2011. I primi mesi di quest’anno mettono in luce un’ulteriore crescita del 9,8% in valore rispetto al 2012 con un leggero decremento dei volumi pari all’1,9%. Il che vuol dire che mandiamo all’estero meno prodotto ma guadagniamo di più. Decisamente interessante anche l’incremento del prezzo al litro delle nostre vendite all’estero all’ingrosso che, negli ultimi mesi, è aumentato del 12%.

Il mercato all’ingrosso dei prodotti 2013. Le contrattazioni di uve, mosti e vini della vendemmia 2013 sono appena iniziate. Lo scorso anno, a causa della carenza di materia prima, i prezzi erano lievitati con punte anche del 30% per le uve e per i vini maggiormente richiesti.
Attualmente – conclude il direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli – il mercato all’ingrosso è stazionario in diverse regioni italiane con quotazioni simili a quelle fatte registrare nel medesimo periodo del 2012. In Lombardia si prevede un probabile aumento per i Pinot. In Friuli Venezia Giulia i prezzi all’ingrosso sono in rialzo di oltre il 10% per le uve a bacca bianca (Pinot Grigio, Ribolla gialla e Prosecco). In Emilia Romagna per i nuovi vini si prevede una diminuzione delle quotazioni rispetto al 2012. In Toscana sono in rialzo se rapportate allo stesso periodo dello scorso anno. In Abruzzo risultano in calo quelle dei vini rossi generici, stabili per i vini Igp e Dop. In Puglia i prezzi risultano invece invariati sia per uve che per vini, mentre in Sicilia sono in calo.

 

Produzione media Ettolitri ±% prevista ±% prevista Media ettolitri
Regione 2008/2012 produzione 2012 rispetto media rispetto previsti
Dati Istat1 Dati Istat1 ultimi 5 anni 2012 2013*
Piemonte 2.677.000 2.366.000 -7% +5% 2.480.000
Lombardia 1.282.000 1.222.000 = +5% 1.280.000
Trentino A.A. 1.176.000 1.210.000 +18% +15% 1.390.000
Veneto 8.219.000 7.740.000 = +5% 8.130.000
Friuli V.G. 1.205.000 1.281.000 = -5% 1.220.000
Emilia Romagna 6.524.000 6.273.000 = +5% 6.590.000
Toscana 2.604.000 2.098.000 -16% +5% 2.200.000
Marche 848.000 918.000 +13% +5% 960.000
Lazio Umbria 2.271.000 2.002.000 -8% +5% 2.100.000
Abruzzo 2.692.000 2.443.000 +9% +20% 2.940.000
Campania 1.747.000 1.542.000 = +15% 1.770.000
Puglia 6.230.000 5.338.000 = +15% 6.140.000
Sicilia 5.605.000 5.169.000 = +10% 5.690.000
Sardegna 519.000 503.000 +6% +10% 550.000
Altre** 913.000 969.000 +16% +10% 1.060.000
Totale 44.512.000 41.074.000 = +8% 44.500.000

In Campania il 2013 sarà sicuramente ricordato per un andamento climatico piuttosto a-nomalo. L’inverno è stato mite e caratterizzato dal ripetersi di abbondanti piogge nel trimestre gennaio/marzo. L’epoca di germogliamento è stata anti-cipata nella maggior parte dei vitigni e in quasi tutti gli areali della regione.
La seconda metà di aprile ha fatto registrare temperature al di sopra della media, che hanno determinato un rapido sviluppo vegetativo. Subito a seguire nuovamente temperature basse e piogge frequenti hanno frenato la crescita dei germogli e la fioritura è risultata ritardata manifestando alcuni problemi di allegagione e di acinellatura. Le abbondanti precipitazioni di marzo, maggio, giugno e della prima metà di luglio, hanno contribuito a numerosi attacchi peronosporici soprattutto nelle zone tendenzialmente più calde e umide, favo-rendo nel contempo lo sviluppo vegetativo.
Nella seconda metà di luglio le temperature sono aumentate con significative escursioni termiche, che hanno favorito un riallineamento delle precedenti e-terogeneità di inizio maturazione. Con tali condizioni è aumentata anche la pressione dell’oidio. Da segnalare anche alcune grandinate che, però, non hanno causato danni rilevanti.
Le abbondanti piogge hanno costituito un’importante riserva idrica per le piante, favorendo un’ampia estensione dell’apparato fogliare dei vigneti. La maturazione delle uve registra un ritardo di circa 8 giorni rispetto alle più re-centi campagne.
La vendemmia si prevede possa iniziare nella terza decade di settembre con la raccolta nell’Agroaversano delle uve di Asprinio e del Fiano nel Cilento. Successivamente nel Beneventano con la Falanghina, per continuare nell’A-vellinese, verso la metà di ottobre, con Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Nei Campi Flegrei la raccolta del Piedirosso negli ultimi giorni di ottobre. L’ultima varietà ad essere vendemmiata sarà quella di Aglianico per la produzione della Docg Taurasi, nell’Avellinese, nella prima decade di novembre.
Nel complesso si prevede una qualità buona/ottima, con particolari perfor-mance aromatiche ed elevati livelli di acidità.
La produzione si stima superiore alla vendemmia precedente di circa il 15%. Ovviamente sarà determinante, per confermare o meno queste previsioni, l’andamento climatico del mese di settembre.

 

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