Itinerario – andar per crateri nei Campi Flegrei
Il nostro viaggio per crateri nella vasta zona dei Campi Flegrei, incomincia con il cratere degli Astroni. Oggi la zona è una oasi del WWF che comprende uno dei crateri più grandi del campo vulcanico che si estende da Napoli a Pozzuoli. Nel cratere dove la natura conserva il suo aspetto selvaggio è possibile osservare una grande fauna e presso il lago una vera miniera di piante. Sembra quasi di vivere in una scena di Jurassic Park.
Proprio la natura vulcanica di questo romantico paesaggio ha permesso di sviluppare diverse produzioni di due importanti vini campani: la falangina ed il piedi rosso. La falangina è un vino antico legato alle prime popolazioni che abitarono la zona. Prodotto seducente, esprime intatta la sua tradizione di classe nella vinificazione in purezza, servito tra gli 8 e i 10 gradi: è un eccellente vino bianco dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Ottimo servito quale aperitivo, si accompagna egregiamente ai piatti tradizionali della cucina mediterranea: antipasti, riso e pasta con frutti di mare, crostacei, salse delicate, minestre di legumi, zuppe con funghi, pesce grigliato e fritto. Questo vino lo si può ritrovare un po’ ovunque nelle enoteche e lo si puo’ degustare negli agriturismi e nei ristoranti della zona felici di farvi assaggiare piatti locali con pescato fresco. Dopo aver visitato lo splendido cratere degli Astroni e dopo essersi rifocillati con le prelibatezze della cucina autoctona è doveroso continuando il nostro viaggio tra i crateri, visitare la più famosa Solfatara di Pozzuoli. Si tratta di un antico cratere vulcanico ancora attivo ma in stato quiescente che da circa due millenni conserva un’attività di fumarole d’anidride solforosa, getti di fango bollente ed elevata temperatura del suolo. La sensazione è quella di entrare in un racconto dantesco molto suggestivo e ricco di effetti speciali naturali. Nel nostro vagabondare per la Campania Felix di Plinio il Vecchio non può mancare una visita attenta al Parco Archeologico di Cuma dove suggestiva è l’escursione all’atrio della Sibilla e la vista mozzafiato sul mare che dopo l’isola di Ischia perfettamente visibile dal belvedere del Parco ci permette di allungare lo sguardo su un paradiso marino dei cetacei nella conca di Cuma fino a scorgere lontano Ventotene. Fatta ormai sera è d’obbligo rifocillarsi presso uno dei ristori della costa con una cena che unisca le prelibatezze della terra con le meraviglie del mare accompagnando il tutto con un Piedirosso antenato del Colombina menzionata da Plinio nei suoi racconti.











Lascia un commento