Italia grande scrigno di prodotti tipici
L’Italia e l’unico paese al mondo – continua la Coldiretti – a poter contare su un patrimonio di 4.698 specialità tradizionali alimentari tutte esclusivamente ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni e realizzate con metodiche praticate sul tutto il territorio in modo omogeneo. A questi si aggiungono 252 prodotti Dop e Igp e 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt). L’87 per cento degli italiani in vacanza quando mangia fuori cerca un menu’ locale a chilometri zero e di questi ben il 29 per cento è disposto a pagarlo di piu’. Complessivamente tra il consumo di pasti nella ristorazione (13,9 miliardi) e l’acquisto di prodotti alimentari nei negozi e nei mercati (10,1 miliardi), i turisti italiani e stranieri nel 2012 hanno speso per cibo e bevande circa 24 miliardi di euro su un totale di 72,2 miliardi del fatturato turistico complessivo. Se la crisi riduce le partenze e costringe a tagliare la durata e il budget delle vacanze delle famiglie per far quadrare i conti, il 33 per cento degli italiani rinuncia ai divertimenti (cinema, parchi giochi, discoteche) e il 25 per cento al livello dell’alloggio (meno stelle e piu’ pensioni che alberghi) ma appena l’11 per cento limita gli acquisti di prodotti tipici, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ipr marketing.E’ probabilmente questo il segreto del successo in Italia degli agriturismi dove prevedono di recarsi ben il 9 per cento degli italiani in vacanza nell’estate 2013. Tra gli elementi che garantiscono un agriturismo di qualità spicca infatti l’utilizzo di prodotti propri e/o tipici locali indicato dal 69 per cento degli ospiti mentre tra quelli che scoraggiano, per ben il 31 per cento, c’è l’impiego di cibi surgelati, convenzionali o industriali.










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