Summit agricolo transfrontaliero, piena sintonia tra i vertici delle organizzazioni agricole europee
“È importante la concertazione, la sinergia tra realtà che hanno le stesse problematiche. Il summit transfrontaliero tra i vertici delle Organizzazioni dei produttori agricoli di Italia, Germania, Austria e Svizzera è stato un momento di confronto fondamentale per definire posizioni comuni”. Lo ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo a Bolzano all’incontro promosso da Bauernbund (l’Organizzazione degli agricoltori del Sud-Tirolo). “Nel documento comune firmato dal tedesco Joachim Rukwied, dall’austriaco Jakob Auer, dallo svizzero Markus Ritter e dal sottoscritto, si è posto in evidenza – ha ricordato Mario Guidi – come l’agricoltura sia indispensabile per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio e possa fare da traino a tutti gli altri settori, dall’industria al commercio, dall’artigianato al turismo. Mi sembra che sia importante partire dal ruolo del ‘primario’ (tale di nome e di fatto) per definire le politiche di sviluppo”. “Abbiamo parlato di riforma della Pac, crescita, innovazione, semplificazione, accesso al credito, sicurezza alimentare: tematiche che non hanno confini e stanno a cuore a tutti gli agricoltori europei – ha proseguito -. Le PMI agricole, che sono importanti, devono potersi inserire in nuove relazioni di gruppo, superando le difficoltà individuali. Il modello della rete è perfettamente congeniale alle piccole e medie imprese”. “Un’altra considerazione fondamentale che abbiamo voluto richiamare all’attenzione della politica è – ha osservato il presidente di Confagricoltura – che la crescita economica e la difesa del territorio non sono affatto una contraddizione, ma possono andare di pari passo. Gli sforzi per la sostenibilità delle aziende agricole vanno stimolati e sostenuti”. “Il mondo agricolo di quattro Paesi confinanti ha chiesto una strategia politica trasversale per la tutela del territorio e misure legislative ad hoc – ha concluso Guidi – La difesa del suolo agricolo va in questa direzione: serve un monitoraggio continuo dei cambiamenti di destinazione, stando attenti però a non prevedere vincoli che gravino solo sugli agricoltori”.










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