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La guida più attesa dell’anno è arrivata

DSC_0131Oggi presso i 135 ettari del parco delle Sorgenti di Riardo, in provincia di Caserta, è stata presentata la Guida Osterie d’Italia 2018.  “È la prima volta che Slow Food sceglie di realizzare un proprio evento a casa di un partner e questo ci riempie di orgoglio, perché è il segno di come la nostra collaborazione con l’Associazione e la nostra affinità valoriale siano ormai solide ed affiatate”, afferma Michele Pontecorvo Ricciardi, padrone di casa e Responsabile Comunicazione dell’azienda che ha aperto la manifestazione accogliendo  400 osti protagonisti del volume edito da Slow Food Editore giunti a Riardo.

“Sentirsi a casa” : è questa la sensazione che i locali recensiti nella 28esima edizione di Osterie d’Italia suscitano nei propri frequentatori. In un panorama gastronomico affollato, la guida rimane un pilastro di attendibilità, dove le osterie incarnano al meglio l’autenticità della cucina italiana, una cucina semplice, priva di fronzoli ed eccessi di lavorazione che hanno il solo fine di stupire.

Sono 1616 le osterie recensite nell’edizione 2018, di cui la maggior parte con un menù che non supera i 35 euro; 176 le nuove segnalazioni; 275 i locali che hanno ricevuto la chiocciola perché meglio incarnano il modello di osteria; 400 le osterie consigliate per la carta dei vini attenta al territorio; 456 osterie con un orto di proprietà.

DSC_0141Ma come vorremmo che fosse la cucina delle osterie d’Italia? È una domanda alla quale non è facile rispondere. Oggi né il termine tradizionale né l’espressione di territorio sono più sufficienti a riassumere ciò che sta avvenendo e che viene raccontato nelle pagine della guida. Nel nostro Paese non esiste una sola tradizione, ce n’è almeno una per ogni famiglia. Anche il territorio è un’entità che muta nella nostra percezione.

A custodire  tradizioni e territorio ci sono proprio gli osti che con la loro cucina semplice, che mette al centro il gusto e una materia prima poco costosa, difficile da lavorare ma di grande qualità, sanno esaltare sapori dimenticati.

 

Il Parco Sorgenti Ferrarelle costituisce l’ampia area verde che custodisce le fonti delle acque minerali Ferrarelle, Santagata e Natía. É situato nella Valle d’Assano, tra i comuni di Riardo e Teano, nell’alto casertano, a confine con il Molise e il Lazio, ed ha un’estensione complessiva di 135 ettari, di cui 88 adibiti a coltivazione biologica.

Masseria Mozzi Parco Sorgenti Ferrarelle - credits Carolina CaccioppoliPer continuare a garantire l’incontaminatezza di questi luoghi e non interferire con le falde acquifere sottostanti, sull’area del Parco sono presenti solo colture naturalmente molto resistenti, che richiedono principalmente acqua per la loro sopravvivenza, come gli ulivi, alberi dalla fibra molto forte, che non necessitano di particolari trattamenti e le cui radici aiutano a combattere l’erosione del terreno.

Il Parco custodisce inoltre diverse aree boschive che ospitano querce, lecci e aceri, tra cui molti esemplari sono secolari. Anche le specie faunistiche che popolano l’area non interferiscono con il terreno: si tratta di uccelli, tra cui rapaci ed aironi, e soprattutto api, circa 4 milioni, straordinari indicatori biologici della salubrità ambientale.

 

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